Mercoledì scorso, ho parlato alla FAO al Gruppo di Roma di KM4Dev: Knowledge Management for Development.
Il cambiamento culturale richiesto alla Leadership, e alla cultura organizzativa nel suo insieme, per l’introduzione e la valorizzazione delle Social Technologies nelle Organizzazioni.
Nel gruppo avevamo circa 20 persone, di provenienza internazionale, esperti di Social Technologies, e Web 2.0 che operano in varie ONG a Roma, la maggior parte di loro in FAO, appunto.
Tra loro, Luca Servo, Gauri Salokhe, Nadejda Loumbeva, Michael Riggs.
Luca Servo, ha scritto un post sull’intervento, in cui riporta alcune parti di quanto abbiamo detto, e alcuni suoi contributi, a proposito dell’apertura mentale rispetto al cambiamento (Inglese).
Non farò qua una dettagliata sintesi del mio intervento e della conversazione.
Voglio solo riportarvi alcuni punti:
Le fratture tra i diversi livelli gerarchici, (vedi la foto sopra), sono il cuore della questione, quando si vuole affrontare il cambiamento culturale all’interno delle organizzazioni.
L’organizzazione può facilimente essere paragonata ad un organismo. E’ sicuramente un “sistema complesso adattivo“ le cui componenti sono legate da collegamenti di stretta interdipendenza.
Questa descrizione ci aiuta a capire, che quando trattiamo di cambiamento organizzativo, non possiamo trattare l’organizzazione come un insieme di elementi separati tra loro, ma come un un insieme unico.
La Leadership ”comando e controllo“ crea appena un pò di obbedienza, e cambiamenti fittizi, o comunque molto fragili. La Leadership Facilitativa include le persone, e getta la basi per cambiamenti sostanziali e sostenuti.
Il cambiamento culturale non è il risultato di un’iniziativa di pochi che decidono qual’è la cultura ”giusta“, la comunicano, e la impongono al sistema organizzativo.
Viceversa, il cambiamento culturale emerge come risultato di un’iniziativa che attiva momenti di conversazione organizzativa inclusiva, ben facilitati, in cui la diversità di persone appartenenti ai diversi livelli gerarchici, e aree organizzative, interviene e contribuisce.
I tentativi di cambiamento che vogliono imporre soluzioni troppo definite e preconfezionate producono resistenza e accentuano la frattura descritta nella foto sopra.
Abbiamo completato la serata a Testaccio con aperitivo e risate. Con noi anche Nancy White.
Grazie dell’ospitalità a tutti, ed in particolare a Gauri Salokhe e Nadejda Loumbeva che hanno promosso l’incontro.



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Mario grazie del tuo contributo. Sono concetti molto complessi, a volte sottilissimi, ma che se ben "digeriti" possono fare la differenza. Soprattutto in ambienti internazionali, dove la ricchezza delle culture e' un elemento fondamentale e deve essere valorizzata, evitando spaccature e discriminazioni.
Luca, grazie a te per l'attenzione.
Non sono scomparso … scusa il ritardo nella risposta …
Si, la diversità come ricchezza è centrale.
In effetti si tratta di legittimare la diversità di idee, cultura, abitudini. Il tentativo di omologare tutti, annullando la diversità normalmente produce reazioni che vanno in senso contrario.
Spero ne parleremo ancora di persona.
Buona giornata
Hey Mario – It was great to see you. Funny aperitivo picture too!> Are you going to post your slides anywhere?
Hey Nancy,
Thank you so much for passing here at my Blog!
It was great to see you too! Let's hope it will happen again soon.
Yes I am going to post my slides. I will let you know … just wanted to read them one more time and make them really great.
Nancy, here are the slides … http://www.slideshare.net/m.gastaldi/cultural-cha...