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	<title>Comments on: Cambiamento della cultura organizzativa</title>
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		<title>By: mariogastaldi</title>
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		<dc:creator>mariogastaldi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 17:16:39 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Luca, ciao Titti.     Ed infatti non tanto &#232; importante definire in anticipo in modo esatto il risultato, quanto, e di pi&#249;, il Processo che conduce verso il risultato.    Il processo - conversazione - capacit&#224; di comunicare e collaborare - &#232; proprio il risultato che cerchiamo, piuttosto che un certo tipo di cultura preconfezionata.   E&#039; proprio calzante il racconto che porti sul waigaya in Honda.     Due settimane fa, facevo una sessione con un Cda proprio per preparare una &quot;riflessione organizzativa&quot; che sta coinvolgendo e coinvolger&#224; un gran numero di persone.     Il Direttore di Produzione, ( Ingegnere che ha colto perfettamente il senso del lavoro che stiamo facendo), per descrivere e spiegare quello che lui aveva inteso, ha raccontato di una riunione, quando era ufficiale di complemento, in ambiente militare. Il suo capitano li aveva convocati e aveva detto: &quot;sentite per questa riunione ci togliamo i gradi ... &quot;     Se il nostro obiettivo &#232; culturale e ha a che fare con lo sviluppo della collaborazione, allora la &quot;riflessione organizzativa&quot; deve essere, essa per prima, un&#039;esperienza di collaborazione genuina.     La riflessione (organizzativa) si sviluppa molto bene usando approcci simili o derivati da World Caf&#232; o Appreciative Inquiry che permettono cambiamenti rapidi e supportati da tutti.  </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Luca, ciao Titti.     Ed infatti non tanto &egrave; importante definire in anticipo in modo esatto il risultato, quanto, e di pi&ugrave;, il Processo che conduce verso il risultato.    Il processo &#8211; conversazione &#8211; capacit&agrave; di comunicare e collaborare &#8211; &egrave; proprio il risultato che cerchiamo, piuttosto che un certo tipo di cultura preconfezionata.   E&#039; proprio calzante il racconto che porti sul waigaya in Honda.     Due settimane fa, facevo una sessione con un Cda proprio per preparare una &quot;riflessione organizzativa&quot; che sta coinvolgendo e coinvolger&agrave; un gran numero di persone.     Il Direttore di Produzione, ( Ingegnere che ha colto perfettamente il senso del lavoro che stiamo facendo), per descrivere e spiegare quello che lui aveva inteso, ha raccontato di una riunione, quando era ufficiale di complemento, in ambiente militare. Il suo capitano li aveva convocati e aveva detto: &quot;sentite per questa riunione ci togliamo i gradi &#8230; &quot;     Se il nostro obiettivo &egrave; culturale e ha a che fare con lo sviluppo della collaborazione, allora la &quot;riflessione organizzativa&quot; deve essere, essa per prima, un&#039;esperienza di collaborazione genuina.     La riflessione (organizzativa) si sviluppa molto bene usando approcci simili o derivati da World Caf&egrave; o Appreciative Inquiry che permettono cambiamenti rapidi e supportati da tutti.</p>
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		<title>By: mariogastaldi</title>
		<link>http://mariogastaldi.com/lang/it-it/2009/08/01/cambiamento-della-cultura-organizzativa/comment-page-1/#comment-3087</link>
		<dc:creator>mariogastaldi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 17:16:39 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Luca, ciao Titti.    
Ed infatti non tanto &#232; importante definire in anticipo in modo esatto il risultato, quanto, e di pi&#249;, il Processo che conduce verso il risultato.   
Il processo - conversazione - capacit&#224; di comunicare e collaborare - &#232; proprio il risultato che cerchiamo, piuttosto che un certo tipo di cultura preconfezionata.  
E&#039; proprio calzante il racconto che porti sul waigaya in Honda.    
Due settimane fa, facevo una sessione con un Cda proprio per preparare una &quot;riflessione organizzativa&quot; che sta coinvolgendo e coinvolger&#224; un gran numero di persone.    
Il Direttore di Produzione, ( Ingegnere che ha colto perfettamente il senso del lavoro che stiamo facendo), per descrivere e spiegare quello che lui aveva inteso, ha raccontato di una riunione, quando era ufficiale di complemento, in ambiente militare. Il suo capitano li aveva convocati e aveva detto: &quot;sentite per questa riunione ci togliamo i gradi ... &quot;    
Se il nostro obiettivo &#232; culturale e ha a che fare con lo sviluppo della collaborazione, allora la &quot;riflessione organizzativa&quot; deve essere, essa per prima, un&#039;esperienza di collaborazione genuina.    
La riflessione (organizzativa) si sviluppa molto bene usando approcci simili o derivati da World Caf&#232; o Appreciative Inquiry che permettono cambiamenti rapidi e supportati da tutti. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Luca, ciao Titti.<br />
Ed infatti non tanto &egrave; importante definire in anticipo in modo esatto il risultato, quanto, e di pi&ugrave;, il Processo che conduce verso il risultato.<br />
Il processo &#8211; conversazione &#8211; capacit&agrave; di comunicare e collaborare &#8211; &egrave; proprio il risultato che cerchiamo, piuttosto che un certo tipo di cultura preconfezionata.<br />
E&#039; proprio calzante il racconto che porti sul waigaya in Honda.<br />
Due settimane fa, facevo una sessione con un Cda proprio per preparare una &quot;riflessione organizzativa&quot; che sta coinvolgendo e coinvolger&agrave; un gran numero di persone.<br />
Il Direttore di Produzione, ( Ingegnere che ha colto perfettamente il senso del lavoro che stiamo facendo), per descrivere e spiegare quello che lui aveva inteso, ha raccontato di una riunione, quando era ufficiale di complemento, in ambiente militare. Il suo capitano li aveva convocati e aveva detto: &quot;sentite per questa riunione ci togliamo i gradi &#8230; &quot;<br />
Se il nostro obiettivo &egrave; culturale e ha a che fare con lo sviluppo della collaborazione, allora la &quot;riflessione organizzativa&quot; deve essere, essa per prima, un&#039;esperienza di collaborazione genuina.<br />
La riflessione (organizzativa) si sviluppa molto bene usando approcci simili o derivati da World Caf&egrave; o Appreciative Inquiry che permettono cambiamenti rapidi e supportati da tutti.</p>
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		<title>By: titti</title>
		<link>http://mariogastaldi.com/lang/it-it/2009/08/01/cambiamento-della-cultura-organizzativa/comment-page-1/#comment-3015</link>
		<dc:creator>titti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 16:53:44 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Mario sempre puntuali le tue analisi.  Sarebbe il caso di prestre attenzione ad un nuovo paradigma di impresa, quello di &quot;imorese sensibili&quot; e in quest&#039;ottica, per favorire quel cambiamento, mi viene in mente un esempio di &quot;open-door policy&quot; attuato dalla Honda. Quando in Honda si deve affronatre un problema, si adotta una procedura , orientale, denominata waigaya che prevede la sospensione temporanea dei protocolli basati sul rango, in modo da consentirea anche dal basso un flusso partecipativo consistente di proposte all&#039;alta dirigenza.  Anche questa &#232; cultura , insieme ad una maggiore apertura all&#039;esterno..ma questa &#232; un&#039;altra questione.    Grazie  T.  </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mario sempre puntuali le tue analisi.  Sarebbe il caso di prestre attenzione ad un nuovo paradigma di impresa, quello di &quot;imorese sensibili&quot; e in quest&#039;ottica, per favorire quel cambiamento, mi viene in mente un esempio di &quot;open-door policy&quot; attuato dalla Honda. Quando in Honda si deve affronatre un problema, si adotta una procedura , orientale, denominata waigaya che prevede la sospensione temporanea dei protocolli basati sul rango, in modo da consentirea anche dal basso un flusso partecipativo consistente di proposte all&#039;alta dirigenza.  Anche questa &egrave; cultura , insieme ad una maggiore apertura all&#039;esterno..ma questa &egrave; un&#039;altra questione.    Grazie  T.</p>
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		<title>By: titti</title>
		<link>http://mariogastaldi.com/lang/it-it/2009/08/01/cambiamento-della-cultura-organizzativa/comment-page-1/#comment-3089</link>
		<dc:creator>titti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 16:53:44 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Mario sempre puntuali le tue analisi. 
Sarebbe il caso di prestre attenzione ad un nuovo paradigma di impresa, quello di &quot;imorese sensibili&quot; e in quest&#039;ottica, per favorire quel cambiamento, mi viene in mente un esempio di &quot;open-door policy&quot; attuato dalla Honda. Quando in Honda si deve affronatre un problema, si adotta una procedura , orientale, denominata waigaya che prevede la sospensione temporanea dei protocolli basati sul rango, in modo da consentirea anche dal basso un flusso partecipativo consistente di proposte all&#039;alta dirigenza. 
Anche questa &#232; cultura , insieme ad una maggiore apertura all&#039;esterno..ma questa &#232; un&#039;altra questione. 
 
Grazie 
T. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Mario sempre puntuali le tue analisi.<br />
Sarebbe il caso di prestre attenzione ad un nuovo paradigma di impresa, quello di &quot;imorese sensibili&quot; e in quest&#039;ottica, per favorire quel cambiamento, mi viene in mente un esempio di &quot;open-door policy&quot; attuato dalla Honda. Quando in Honda si deve affronatre un problema, si adotta una procedura , orientale, denominata waigaya che prevede la sospensione temporanea dei protocolli basati sul rango, in modo da consentirea anche dal basso un flusso partecipativo consistente di proposte all&#039;alta dirigenza.<br />
Anche questa &egrave; cultura , insieme ad una maggiore apertura all&#039;esterno..ma questa &egrave; un&#039;altra questione. </p>
<p>Grazie<br />
T.</p>
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		<title>By: Luca Baiguini</title>
		<link>http://mariogastaldi.com/lang/it-it/2009/08/01/cambiamento-della-cultura-organizzativa/comment-page-1/#comment-3014</link>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 15:45:53 +0000</pubDate>
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		<description>D&#039;accordissimo, Mario.  Robert Dilts direbbe che, per attuare un cambiamento significativo, occorre prestare attenzione a mantenere l&#039;allineamento di tutti i livelli di pensiero all&#039;interno dell&#039;organizzazione: ambiente, comportamenti, capacit&#224;, valori e convinzioni, identit&#224;, livello spirituale.  </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#039;accordissimo, Mario.  Robert Dilts direbbe che, per attuare un cambiamento significativo, occorre prestare attenzione a mantenere l&#039;allineamento di tutti i livelli di pensiero all&#039;interno dell&#039;organizzazione: ambiente, comportamenti, capacit&agrave;, valori e convinzioni, identit&agrave;, livello spirituale.</p>
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		<title>By: Luca Baiguini</title>
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		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 15:45:53 +0000</pubDate>
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		<description>D&#039;accordissimo, Mario. 
Robert Dilts direbbe che, per attuare un cambiamento significativo, occorre prestare attenzione a mantenere l&#039;allineamento di tutti i livelli di pensiero all&#039;interno dell&#039;organizzazione: ambiente, comportamenti, capacit&#224;, valori e convinzioni, identit&#224;, livello spirituale. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#039;accordissimo, Mario.<br />
Robert Dilts direbbe che, per attuare un cambiamento significativo, occorre prestare attenzione a mantenere l&#039;allineamento di tutti i livelli di pensiero all&#039;interno dell&#039;organizzazione: ambiente, comportamenti, capacit&agrave;, valori e convinzioni, identit&agrave;, livello spirituale.</p>
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