Sembra che cambiare modalità di lavoro e mentalità, in un organizzazione, sia lungo e faticoso. Non è vero.
In realtà può essere facile, veloce, divertente e poco costoso. A patto che conosciamo bene la realtà, e ci sappiamo muovere.
Leggete la presentazione. Trovate alcuni cenni di metodo e alcune foto, che danno un’idea di come gruppi di lavoro trovano la strada per trasformarsi … in meglio; e le persone agiscono, con entusiasmo, proprio nei modi che servono alla loro Organizzazione.
Nei prossimi giorni maggiori dettagli.

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Mario,
trovo l'appreciative inquiry estremamente interessante. Sicuramente molto poco approfondito come argomento (soprattutto in Italia) e molto poco praticato ….
Non lo trovo un silver bullet nè una pratica da applicare sempre e ovunque e credo valga la pena di essere approfondito molto bene.
PierG
http://pierg.wordpress.com
Caro Piergiorgio, grazie della tua visita.
E' molto interessante, ed è più che altro estremamente efficace per l'energia che fa nascere, e il cambiamento positivo che può creare nella cultura aziendale dominante, tipicamente deficit-based.
La continua ricerca dei "problemi", mettere i "problemi" al centro di ogni conversazione organizzativa per il miglioramento, crea cautela, prudenza, e "blaming culture" (cultura del colpevole), soffocando creatività e motivazione.
Non esiste un silver bullet; sono con te a questo proposito.
Personalmente penso che ogni circostanza è assolutamente unica, e così va considerata.
Quindi intervenire richiede molto senso pratico, e aderenza alle specificità.
Appreciative Inquiry è un approccio, un modo di pensare da cui nascono ispirazioni, metodi e interventi.
Un caro saluto
Mario
Piergiorgio,
a proposito di diffusione, ti incoraggio ad interessarti del network europeo dell'Appreciative Inquiry: http://networkplace.eu/,
e del Network Italiano che stiamo iniziando in questi giorni a promuovere: http://bit.ly/dAVNjL
Visita e troverai informazioni sulle attività e tanto altro!
A presto
Mario