Enterprise 2.0 e cultura organizzativa

by Mario Gastaldi on 15 March 2009

Image representing Twine as depicted in CrunchBase

Image via CrunchBase

Alcuni punti in cui diciamo perchè l’introduzione di social technologies-tecnologie sociali, di collaborazione, all’interno di un organizzazione, è  una questione di sviluppare la giusta cultura.

Molti stanno arrivando a questa conclusione. Rob Gray è tra loro.

Sono ovviamente d’accordo con Rob quanto al fatto che nessuno strumento, nessun ridisegno del processo o innovazione organizzativa, di alcun tipo, può essere implementata se la cultura “giusta” non è presente.

Sono anche convinto che gli aspetti relativi al cambiamento culturale sono da progettare prima di tutto.

  1. Il modo migliore di introdurre evoluzioni culturali all’interno di un’organizzazione è “parlare”. Mi riferisco a “conversazioni” che hanno luogo attraverso i diversi livelli gerarchici, e attraverso le diverse funzioni. Queste conversazioni riguardano aspetti come “come lavoriamo qua, da noi” – riguardano l’organizzazione ed i suoi processi. Tutte le mie esperienze di cambiamento culturale che hanno avuto successo, si sono sviluppate attraverso la partecipazione di persone appartenenti ai diversi mondi all’interno dell’organizzazione, (ed anche dall’esterno), che si facevano alcune belle domande potenti. Questo è stato vero sia che il cambiamento riguardasse nuovi strumenti/tecnologie, o un semplice ridisegno di alcuni aspetti organizzativi.
  2. Le tecnologie sociali – Enterprise 2.0, sono intrinsecamente orientate a facilitare “conversazioni” interfunzionali e tra diversi livelli gerarchici. Consentono che una conoscenza emergente, e diffusa si costruisca come risultato della combinazione di contributi (anche) profondamente diversi.
  3. In effetti le tecnologie sociali, all’interno delle organizzazioni richiedono un differente paradigma organizzativo. Si tratta di un paradigma che si è dimostrato efficace a prescindere dal fatto che il cambiamento riguardasse le tecnologie. Si tratta di persone coinvolte nella medesima “conversazione organizzativa”. Cultura e tecnologia, in questo caso sono intrecciate.
  4. Gli esempi di intelligenza collettiva che può emergere attraverso tecnologie sociali, (Diigo, Twine, Delicious, ogni tipo di Wiki solo per fare alcuni limitati esempi), stanno da tempo creando molto interesse, curiosità, e molte applicazioni concrete nel mondo del business. La conseguenza immediata è che sta crescendo l’interesse e la qualità delle conversazioni sul tema del change management.

Infine, ho dubbi che l’utilizzo delle piattaforme di collaborazione sociali nel business possa crescere semplicemente perchè le persone vedono quanto è cool l’applicativo e quindi lo utilizzano, nello stesso modo in cui hanno iniziato a condividere fotografie su Facebook.

Nelle organizzazioni, purtroppo, le cose vanno in modo molto diverso. Prendete le interazioni sociali in generale: le cose sono molto più semplici se sto facendo una conversazione con degli amici, rispetto a quanto accade con un gruppo di colleghi mentre trattiamo questioni delicate e potenzialmente conflittuali.

Le persone, all’interno dell’organizzazione condivideranno informazioni e contenuti con la stessa faciloneria?

Non è molto probabile. E’ una questione di fiducia (a diversi livelli), di clima organizzativo, di comunicazione, di valori, e come dicevamo di cultura. E questi sono temi molto ampi.

E voi cosa ne pensate?

Reblog this post [with Zemanta]
  • Share/Bookmark

This website uses IntenseDebate comments, but they are not currently loaded because either your browser doesn't support JavaScript, or they didn't load fast enough.

Leave a Comment

You can use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Previous post:

Next post: