Chiaro e lucido il post di Emanuele Quintarelli sulla co-progettazione di Enterprise 2.0 con l’utente al Centro.
Mi piace molto.
Fare co-progettazione, (o co-design organizzativo), è assolutamente positivo.
Oltre agli elementi che sottolinea, aggiungerei i seguenti vantaggi di attività di co-progettazione organizzativa:
- emergono soluzioni di design organizzativo di qualità alta, proprio perché uniscono la diversità dei punti di vista, e nascono da un dibattito genuino che mette alla prova le varie soluzioni;
- è in sè un’esperienza di eliminazione delle barriere tra i silos. Anziché predicare che dobbiamo eliminare le barriere, creiamo direttamente un esperienza “senza silos”.
- si sviluppano capacità di interazione permanenti che si propagano nel futuro rispetto a sempre nuove sfide di comunicazione e collaborazione.
La sfida vera è:
- nella progettazione e facilitazione dell’esperienza (delle esperienze), in cui i diversi reparti aziendali si incontrano e lavorano insieme. L’esperienza di co-progettazione deve essere reale per chi partecipa, e non apparente. Il processo verrebbe percepito come una manipolazione e potrebbe produrre dei veri auto-gol.
- nella preparazione del management ad un ruolo attivo e positivo nella vicenda. Il management molto spesso vorrebbe confrontarsi con situazioni lineari, chiare e prevedibili, facilmente schematizzabili.
In realtà l’azienda è un sistema complesso, non lineare, ricco di interdipendenze e di una certa imprevedibilità. Meglio saperlo.
