Quale Innovazione per il vostro Modello di Business?

by Mario Gastaldi on 25 April 2010

Pop!Tech 2008 - Clay Shirky

1) Clay Shirky, nel suo  “Here comes Everybody”, ci offre una prospettiva lucida, e intuizioni notevoli, sul tema dell’ Innovazione, parlando, tra l’altro, del Business dell’Informazione.
L’informazione è disponibile in Internet in sovrabbondanza, e i media tradizionali, (la stampa), vagano in cerca di orientamento, mentre cercano di auto-proteggersi.
La ragione di esistere dei media tradizionali era la capacità di produrre, assemblare e organizzare contenuti, (notizie, fotografie, commenti), in un formato facilmente fruibile, (giornale).
In passato  la stampa realizzava una convincente soluzione a questa esigenza.  Dava dei benefici ai propri lettori, e rappresentava un veicolo efficace per la comunicazione pubblicitaria.
Questo non è più vero.
Le tecnologie disponibili hanno reso possibile la produzione e la distribuzione dei contenuti in tutte le forme, in modo facile, gradevole ed economico, da parte di tutti. Possiamo farlo in piena libertà, fortunatamente.
La funzione antica della carta stampata (e degli altri media tradizionali) è oggi obsoleta.

2) Nel Gruppo MIT Sloan Management Review, (in LinkedIn), un manager Rumeno, Lucian Harhata, Responsabile Marketing di un’azienda tessile, parla della capacità competitiva, in termini di prezzo, delle aziende dei paesi in via di sviluppo. Chiede: ” posso spuntarla con una migliore qualità del prodotto, o una gestione del magazzino “just in time?”

3) Alcuni giorni fa, ad un Seminario che tenevo sui Social Media (nelle Organizzazioni), una partecipante,  Imprenditrice nell’Arte grafica, ha lamentato che con il crowdsourcing, tutti i progetti di grafica vengono realizzati con il contributo del pubblico che “lavora gratis”. Pare che non ci sia più molto lavoro per le aziende della grafica che lavorano in modo tradizionale.
Altri amici e clienti imprenditori, o manager, si interrogano e scambiano con me idee simili.

Si tratta di testimonianze che ci trasmettono un messaggio chiaro e semplice: il mondo ed il business cambiano rapidamente con modalità che possono disorientare.

Andiamo avanti e vediamo un esempio di reazione tratto dal mondo della carta stampata nel nostro paese.
“Presidente della Federazione Nazionale degli editori di giornali … vuole introdurre una “mini tassa… modesta, per chi dispone di  connettività ad Internet. Tale nuovo balzello, secondo il Presidente della FIEG, dovrebbe servire a “realizzare una dote di risorse che possa essere d’aiuto in questo frangente…per dare ossigeno al settore, che ancora attende una soluzione al problema dei contenuti editoriali utilizzati in rete dai motori di ricerca a partire da Google”.
Se un provvedimento simile venisse approvato, la fiscalità generale dovrebbe sostenere aziende che, nella attuale configurazione, non hanno ragione di esistere perché non aiutano a risolvere alcun problema.

Due circostanze si verificano tra manager e imprenditori all’interno di questa fase di cambiamento che riguarda a) le tecnologie e b) fenomeni di sociali ed economici di dimensione planetaria:
  • disorientamento e scarsa capacità di comprendere, in tutto o in parte, le tendenze in corso;
  • difficoltà ad accettare che le circostanze stanno cambiando ad una velocità impressionante e crescente.
Molte realtà di business rischiano di pagare un prezzo alto, e molte altre coglieranno importanti opportunità.
I giornali potranno forse fare conto sui cittadini che pagheranno la loro incapacità di reinventarsi, se la politica vorrà. (Immaginate cosa ne penso).
La aziende invece devono sicuramente aiutarsi da sole e purtroppo rischiano di pagare un prezzo alto se non si fanno un’idea chiara e non intervengono in fretta.

Ho ragionato con Lucian,  come con altri amici con cui parlo: dovresti, (non da solo), concepire nuove proposte di valore connesse in modo unico ed innovativo con i bisogni (latenti o nuovi) dei tuoi clienti ( o di clienti che ancora non hai raggiunto). Le nuove proposte di valore devono essere sostenibili: i clienti devono cogliere nel tuo contributo un valore tale da giustificare il prezzo che tu chiedi e che garantisce alla tua proposta di stare in piedi.
In generale, meno unica/distinta/innovativa è una proposta di valore, più questa si avvicina ad una commodity; per le commodity, la competizione, soffocante, è nel prezzo.
Le Aziende dell’informazione devono, più di tutte riconsiderare il loro modello, perchè mentre le altre hanno ancora una proposta che può forse reggere (per poco), la loro è già obsoleta.

Il Processo Innovativo (il come fare) è un tema a sè, di cui vi parlerò in una prossima circostanza.
Anticiperei che la maggior parte delle innovazioni che hanno successo non sono “visibili”, e non scaturiscono, da una sola persona.
L’innovazione che funziona è un processo collettivo, intenzionale, (non casuale), che si basa sulla ricombinazione creativa di punti di vista e prospettive diverse, in uno schema che ne moltiplica le potenzialità.
Ci torneremo.
Per ora … cosa pensate voi delle aziende che restano ancorate al “vecchio” modello di business?
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