Leadership e Direttori d’Orchestra

by Mario Gastaldi on 29 December 2009

Alcune altre riflessioni sulla leadership che ci riportano al nostro precedente dibattito sul Leader Facilitatore.

Nel suo speech divertente, Itay Talgam, prende come esempi alcuni famosi direttori d’orchestra. Ce li mostra in azione e commenta con intelligente humor.

Riccardo Muti mostra grande forza e chiarezza. Troppa chiarezza dice Itay, riesce a interrompere l’orchestra, tutta, con il movimento perentorio di un dito.
Il suo controllo è forte; funziona, ma fino ad un certo punto.

Al punto che 700 musicisti, e staff, del Teatro alla Scala, chiesero a grande maggioranza, nel marzo 2005, le sue dimissioni. Muti rassegnò le dimissioni il 2 Aprile.
Pare che i musicisti lamentassero che Muti non ne favoriva in alcun modo lo sviluppo professionale e li utilizzasse come strumenti … anche loro.

Richard Strauss, anziano, nel video in bianco e nero,  controlla in modo stretto anche lui. Ostenta la lettura dello spartito. Qual’è il messaggio? Non ci sono spazi per interpretazioni; enfasi forte e rigida sull’esecuzione.
Un approccio che non favorisce creatività e contributi entusiasti.

Un esempio diverso viene da Herbert Von Karajan. Occhi chiusi, immersione nella magia della musica, e grande gestualità.
Dice Von Karajan: ”la peggior cosa che potrei fare è dare ai miei musicisti indicazioni troppo chiare. Rovinerei l’ensemble, l’ascolto che gli uni prestano agli altri, mentre si coordinano. Questa attenzione reciproca tra i musicisti è necessaria.
Allo stesso tempo, crea molta pressione, perché si aspetta, che anche mentre tiene gli occhi chiusi, i musicisti trovino il tempo. Un controllo più spirituale, ma ancora un controllo piuttosto fermo.

Carlos Kleiber, non dà istruzioni troppo esatte, neanche lui, ma dà segnali di guida molto utili, che lasciano ai musicisti spazio per introdurre una certa dose di interpretazione.
Tutti sanno cosa fare, e attraversano con molta gratificazione l’altalena emotiva che Kleiber costruisce.

E la gestualità di Kleiber viene mostrata, mentre rimprovera un trombonista che fa un errore.
E’ chiaro il messaggio: Kleiber non gradisce errori. L’autorità resta importante, ma non è tutto.
Il suo è un controllo che si realizza ad un livello molto elevato; non comanda, in realtà, ma gioisce con i suoi per la grandiosità del loro lavoro.
Il suo è un controllo NON a somma zero. Costruisce partnership, condivisione.
Sa creare condizioni e contesto che conducono a grandi performance.

Se dovete scegliere di guardare solo un Direttore, guardate l’ultimo, (minuto 18 più o meno). Itay dice che è la sintesi di tutte le caratteristiche positive di cui ha parlato fino a quel momento: un esempio di Leadership che si realizza dirigendo senza dirigere, facendo senza fare.

Il Direttore osserva, partecipa ed è incantato dalla grandiosa performance dei suoi.
Lui apprezza le loro capacità … e basta.

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1 Luca 24 January 2010 at 10:53

Fino alla figura di Benjamin Zander, che ci ha dato una magistrale lezione di leadership in due video molto molto belli che allego:

http://www.ted.com/talks/benjamin_zander_on_music...
e
http://www.youtube.com/watch?v=-EYm1yoOhbQ

Grazie per le stimolanti suggestioni,
Luca.

Reply

2 mariogastaldi 24 January 2010 at 14:38

Ciao Luca,
bello vederti!
Grazie a te per i tuoi contributi … questi e quelli che abitualmente ci offri nel tuo blog.
A presto!

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