“E’ davvero sufficiente un evento o una serie di eventi … per far partire e sostenere un Cambiamento Organizzativo profondo?”
Questa domanda può nascere in seguito alla lettura di Facilitazione del Cambiamento a confronto con Gestione del Cambiamento.
Parliamo di:
- Aspetti del Cambiamento;
- Come si caratterizza un Cambiamento Profondo;
- Effetti tipici di un ciclo di Eventi che realizzano un Cambiamento Profondo;
- Eventi per il Cambiamento: quali precondizioni ed elementi devono caratterizzare il Ciclo di Eventi. Parlerò in futuro di come si devono articolare gli Eventi.
1) Aspetti del Cambiamento.
Il Cambiamento riguarda:
- Cultura organizzativa: “come si fanno le cose qui da noi“:
- Aspetti di processo, norme accettate, abitudini: come le persone parlano e collaborano;
- Valori incorporati, ed espressi dall’organizzazione: (es. “la tutela del nostro cliente viene sempre prima del profitto immediato”);
- Temi strategici: (per esempio il modello di business);
- Aspetti operativi/organizzativi: distribuzione e flussi di attività.
Il Cambiamento può essere:
- graduale;
- brusco e rapido;
- autoindotto da forze interne;
- una reazione a circostanze esterne;
- solitamente è una combinazione di queste circostanze intorno a un confine non facilmente definibile.
Il Cambiamento è un percorso, come chiarisco meglio sotto.
2) Cosa è un cambiamento profondo?
Il cambiamento profondo riguarda sempre la Cultura Organizzativa e combina in varia misura i seguenti elementi/effetti:
- assicura la sopravvivenza dell’organizzazione che si trasforma in un contesto di forte turbolenza;
- assicura un vantaggio competitivo che lascia indietro i competitors;
- realizza una connessione profonda tra il percorso del cambiamento e le persone che devono dargli vita; significa che le persone mettono cuore e cervello per costruire la performance;
- unisce le persone, e i reparti, e li rende collettivamente capaci di continuare a cambiare, con l’evolversi delle necessità;
- conduce a trasformazioni reali, dinamiche, concrete nella articolazione, organizzativa, o nei modelli di business;
- favorisce l’emergere di capacità e Leadership;
- attiva flussi e sistemi/tecnologie che favoriscono processi permanenti di collaborazione, integrazione, ed innovazione.
3) Gli Eventi di cui parliamo, a proposito di Facilitazione del Cambiamento, realizzano alcuni effetti sicuri,
- Modificano positivamente la capacità permanente delle persone di interagire insieme: le persone si scoprono, si comprendono e decidono che vale la pena di collaborare;
- Creano capacità di pianificare e agire in modo coordinato verso le performance organizzative;
- Creano una capacità collettiva di dare senso e scopo alle attività organizzative: (sensemaking organizzativo);
- Creano una forte consapevolezza di appartenere ad un insieme più grande e significativo;
- Creano ponti di collaborazione tra i livelli gerarchici, (o eliminano delle fratture);
- Realizzano una mescolanza positiva dei diversi punti di vista organizzativi, traducendo i ragionamenti in azione fulminante, creativa ed efficace;
- Moltiplicano le linee di accountability – responsabilità - nel senso che le persone si sentono obbligate alla performance nei confronti di tanti altri, e di se stesse, non più solo nei confronti di una persona (“grande capo”).
Tutto ciò non accade senza alcune …
4) … Condizioni e Requisiti necessari:
- Volontà e competenze della Direzione e del Management: curiosità, apertura, serenità, onestà intellettuale, sicurezza di sé che proviene da una storia di risultati.
- Tipicamente, realizziamo i migliori risultati quando i gli Eventi si sviluppano in due Cicli paralleli: un ciclo coinvolge i livelli gerarchici superiori, e un ciclo include un universo più ampio di persone. Ogni caso è differente.
- Il management sviluppa, di conseguenza, una competenza e una inclinazione verso una Leadership Facilitativa, diversa dalla inefficace impostazione ”pianifico, comando e controllo“ che produce frustrazione, conflitto, e allontana i collaboratori.
- Partecipazione di persone che rappresentano diversi livelli gerarchici, e i diversi “mondi” – reparti dell’organizzazione, incluso il management (è necessario valutare caso per caso quali livelli gerarchici);
- Progettazione e Facilitazione Professionale degli Eventi.
- E’ il cuore della questione. Le normali dinamiche di svolgimento delle riunioni, presentano molti rischi e inefficienze. Il tema della Facilitazione di Gruppi nelle Organizzazioni, merita un Post a parte, naturalmente. Sarà qui per voi, nei prossimi giorni.
Torniamo alla domanda iniziale: gli Eventi di cui parliamo conducono ad un cambiamento profondo?
Gli “eventi” attivano abitudini e successive occasioni formali ed informali di comunicazione efficace incorporata nella quotidianità organizzativa, che ha luogo “fisicamente” o in ambienti tecnologici di Collaborazione/Innovazione (Enterprise 2.0).
Le nuove abitudini di comunicazione diventano parte fondante del “modo di lavorare” e creano Engagement forte dei collaboratori.
Nasce una capacità organizzativa intrinseca di innovare, cambiare, e auto-rinnovarsi costantemente in modo agile e reattivo.
Dal punto di vista organizzativo e strategico, una situazione statica, congelata, come punto di arrivo di un cambiamento, non è desiderabile.
La profondità del cambiamento organizzativo riguarda una condizione dinamica legata alla nuova mentalità e cultura prevalenti
Come una squadra di basket che vince una partita, non è tanto, e solo, importante la vittoria in quella partita, ma la capacità dei giocatori di allenarsi e continuare a cambiare insieme, per vincere ancora, in circostanze che cambiano.

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