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	<title>Comments on: Cultura della Collaborazione e tecnologie.</title>
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		<title>By: mariogastaldi</title>
		<link>http://mariogastaldi.com/lang/en-us/2009/05/03/1024/comment-page-1/#comment-3007</link>
		<dc:creator>mariogastaldi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 09:28:46 +0000</pubDate>
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		<description>Siamo infatti tutti d&#039;accordo sul fatto che il software &#232; uno strumento utile a degli scopi.   Due giorni fa ho seguito a Milano l&#039;Enterprise 2.0 International Forum. E&#039; emersa ancora, forte, questa consapevolezza. Ma non sono emerse, se non nel racconto di un caso sviluppato in Adidas, modalit&#224; chiare con cui intervenire per agevolare un&#039;evoluzione della cultura e della mentalit&#224; nel senso di maggiore collaborazione e condivisione.      Luca, quanto ai dati che citi, sono d&#039;accordo con te sulla possibilit&#224; di gestire relazioni profonde solo con un numero limitato di persone.   D&#039;altro canto &#232; possibile, nella pratica, coinvolgere numeri  molto alti di persone su attivit&#224; e progetti specifici: per esempio molti (molto p&#249; di una decina) possono condividere input creativi su un progetto di sviluppo di prodotto.      Grazie a voi.  </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo infatti tutti d&#039;accordo sul fatto che il software &egrave; uno strumento utile a degli scopi.   Due giorni fa ho seguito a Milano l&#039;Enterprise 2.0 International Forum. E&#039; emersa ancora, forte, questa consapevolezza. Ma non sono emerse, se non nel racconto di un caso sviluppato in Adidas, modalit&agrave; chiare con cui intervenire per agevolare un&#039;evoluzione della cultura e della mentalit&agrave; nel senso di maggiore collaborazione e condivisione.      Luca, quanto ai dati che citi, sono d&#039;accordo con te sulla possibilit&agrave; di gestire relazioni profonde solo con un numero limitato di persone.   D&#039;altro canto &egrave; possibile, nella pratica, coinvolgere numeri  molto alti di persone su attivit&agrave; e progetti specifici: per esempio molti (molto p&ugrave; di una decina) possono condividere input creativi su un progetto di sviluppo di prodotto.      Grazie a voi.</p>
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		<title>By: mariogastaldi</title>
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		<dc:creator>mariogastaldi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 09:28:46 +0000</pubDate>
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		<description>Siamo infatti tutti d&#039;accordo sul fatto che il software &#232; uno strumento utile a degli scopi.  
Due giorni fa ho seguito a Milano l&#039;Enterprise 2.0 International Forum. E&#039; emersa ancora, forte, questa consapevolezza. Ma non sono emerse, se non nel racconto di un caso sviluppato in Adidas, modalit&#224; chiare con cui intervenire per agevolare un&#039;evoluzione della cultura e della mentalit&#224; nel senso di maggiore collaborazione e condivisione.  
  
Luca, quanto ai dati che citi, sono d&#039;accordo con te sulla possibilit&#224; di gestire relazioni profonde solo con un numero limitato di persone.  
D&#039;altro canto &#232; possibile, nella pratica, coinvolgere numeri  molto alti di persone su attivit&#224; e progetti specifici: per esempio molti (molto p&#249; di una decina) possono condividere input creativi su un progetto di sviluppo di prodotto.  
  
Grazie a voi. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo infatti tutti d&#039;accordo sul fatto che il software &egrave; uno strumento utile a degli scopi.<br />
Due giorni fa ho seguito a Milano l&#039;Enterprise 2.0 International Forum. E&#039; emersa ancora, forte, questa consapevolezza. Ma non sono emerse, se non nel racconto di un caso sviluppato in Adidas, modalit&agrave; chiare con cui intervenire per agevolare un&#039;evoluzione della cultura e della mentalit&agrave; nel senso di maggiore collaborazione e condivisione.  </p>
<p>Luca, quanto ai dati che citi, sono d&#039;accordo con te sulla possibilit&agrave; di gestire relazioni profonde solo con un numero limitato di persone.<br />
D&#039;altro canto &egrave; possibile, nella pratica, coinvolgere numeri  molto alti di persone su attivit&agrave; e progetti specifici: per esempio molti (molto p&ugrave; di una decina) possono condividere input creativi su un progetto di sviluppo di prodotto.  </p>
<p>Grazie a voi.</p>
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		<title>By: Luca</title>
		<link>http://mariogastaldi.com/lang/en-us/2009/05/03/1024/comment-page-1/#comment-3010</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 07:45:50 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Mario, concordo pienamente sulla centralit&#224; delle persone e dell&#039;organizzazione e delle loro effettive esigenze. La tecnologia tutt&#039;al pi&#249; abilita e offre nuove opportunit&#224;. Mi hai fatto tornare in mente l&#039;articolo dell&#039;economist che citavo nel mio blog: facebook non sta che confermando le teorie della capacit&#224; umana di gestione dei gruppi; la media dei contatti &#232; sulle 120 persone e la media delle relazioni attive sulla decina, confermando allora che il primo dei vincoli ovvero il parametro di riferimento &#232; dentro le nostre teste e dentro le nostre relazioni.  Grazie per lo stimolo.  </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mario, concordo pienamente sulla centralit&agrave; delle persone e dell&#039;organizzazione e delle loro effettive esigenze. La tecnologia tutt&#039;al pi&ugrave; abilita e offre nuove opportunit&agrave;. Mi hai fatto tornare in mente l&#039;articolo dell&#039;economist che citavo nel mio blog: facebook non sta che confermando le teorie della capacit&agrave; umana di gestione dei gruppi; la media dei contatti &egrave; sulle 120 persone e la media delle relazioni attive sulla decina, confermando allora che il primo dei vincoli ovvero il parametro di riferimento &egrave; dentro le nostre teste e dentro le nostre relazioni.  Grazie per lo stimolo.</p>
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		<title>By: Luca</title>
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		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2009 07:45:50 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Mario, concordo pienamente sulla centralit&#224; delle persone e dell&#039;organizzazione e delle loro effettive esigenze. La tecnologia tutt&#039;al pi&#249; abilita e offre nuove opportunit&#224;. Mi hai fatto tornare in mente l&#039;articolo dell&#039;economist che citavo nel mio blog: facebook non sta che confermando le teorie della capacit&#224; umana di gestione dei gruppi; la media dei contatti &#232; sulle 120 persone e la media delle relazioni attive sulla decina, confermando allora che il primo dei vincoli ovvero il parametro di riferimento &#232; dentro le nostre teste e dentro le nostre relazioni. 
Grazie per lo stimolo. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Mario, concordo pienamente sulla centralit&agrave; delle persone e dell&#039;organizzazione e delle loro effettive esigenze. La tecnologia tutt&#039;al pi&ugrave; abilita e offre nuove opportunit&agrave;. Mi hai fatto tornare in mente l&#039;articolo dell&#039;economist che citavo nel mio blog: facebook non sta che confermando le teorie della capacit&agrave; umana di gestione dei gruppi; la media dei contatti &egrave; sulle 120 persone e la media delle relazioni attive sulla decina, confermando allora che il primo dei vincoli ovvero il parametro di riferimento &egrave; dentro le nostre teste e dentro le nostre relazioni.<br />
Grazie per lo stimolo.</p>
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		<title>By: angelogeminiani</title>
		<link>http://mariogastaldi.com/lang/en-us/2009/05/03/1024/comment-page-1/#comment-3009</link>
		<dc:creator>angelogeminiani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2009 07:00:16 +0000</pubDate>
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		<description>La mia esperienza nell&#039;Enterprise 2.0 mi porta a dire che tutto sommato i prodotti servono a molto poco senza il supporto e la partecipazione delle persone.  Credo sia di primaria importanza per l&#039;azienda conoscere le proprie esigenze e definire degli obiettivi chiari, al fine di evitare che si creino aspettative che molto probabilmente andranno deluse.  In poche parole &quot;prima di partire con progetti E2.0, &#232; importante che le imprese imparino a contare fino a 2.0&quot;.  </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia esperienza nell&#039;Enterprise 2.0 mi porta a dire che tutto sommato i prodotti servono a molto poco senza il supporto e la partecipazione delle persone.  Credo sia di primaria importanza per l&#039;azienda conoscere le proprie esigenze e definire degli obiettivi chiari, al fine di evitare che si creino aspettative che molto probabilmente andranno deluse.  In poche parole &quot;prima di partire con progetti E2.0, &egrave; importante che le imprese imparino a contare fino a 2.0&quot;.</p>
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		<title>By: angelogeminiani</title>
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		<dc:creator>angelogeminiani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2009 07:00:16 +0000</pubDate>
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		<description>La mia esperienza nell&#039;Enterprise 2.0 mi porta a dire che tutto sommato i prodotti servono a molto poco senza il supporto e la partecipazione delle persone. 
Credo sia di primaria importanza per l&#039;azienda conoscere le proprie esigenze e definire degli obiettivi chiari, al fine di evitare che si creino aspettative che molto probabilmente andranno deluse. 
In poche parole &quot;prima di partire con progetti E2.0, &#232; importante che le imprese imparino a contare fino a 2.0&quot;. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia esperienza nell&#039;Enterprise 2.0 mi porta a dire che tutto sommato i prodotti servono a molto poco senza il supporto e la partecipazione delle persone.<br />
Credo sia di primaria importanza per l&#039;azienda conoscere le proprie esigenze e definire degli obiettivi chiari, al fine di evitare che si creino aspettative che molto probabilmente andranno deluse.<br />
In poche parole &quot;prima di partire con progetti E2.0, &egrave; importante che le imprese imparino a contare fino a 2.0&quot;.</p>
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		<title>By: titticimmino</title>
		<link>http://mariogastaldi.com/lang/en-us/2009/05/03/1024/comment-page-1/#comment-3008</link>
		<dc:creator>titticimmino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:50:48 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; probabile che , a fronte di costi eccessivi o di scarsit&#224; di risorse interne o , altres&#236; di tempi &quot;corti&quot;, alcune organizzazioni abbiano bisogno..in estrema ratio, di ricorrere al prodotto preconfezionato.. ma &#232;  ridondante affermare che senz&#039;altro il punto di forza di un&#039;organizzazione sta nella capacit&#224; di sviluppo dall&#039;interno.. e per questo il putno di partenza sta nella conoscenza delle proprie &quot;condizioni iniziali&quot;    grazie Mario per l&#039;interessante post.  Aggiungo che da una recente esperienza a Barcellona, mi sono resa conto di quanto ancora certe realt&#224; aziendali facciano fatica a maturare quel salto quantico che porti non alla &quot;collaborazione&quot; ( che in molti modi e forme si esprime) , quanto alla integrazione tra questa metodologia e la strumentazione del SS.. un connubio a mio avviso vincente che si basa su una leadership assai lungimirante.  </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#039; probabile che , a fronte di costi eccessivi o di scarsit&agrave; di risorse interne o , altres&igrave; di tempi &quot;corti&quot;, alcune organizzazioni abbiano bisogno..in estrema ratio, di ricorrere al prodotto preconfezionato.. ma &egrave;  ridondante affermare che senz&#039;altro il punto di forza di un&#039;organizzazione sta nella capacit&agrave; di sviluppo dall&#039;interno.. e per questo il putno di partenza sta nella conoscenza delle proprie &quot;condizioni iniziali&quot;    grazie Mario per l&#039;interessante post.  Aggiungo che da una recente esperienza a Barcellona, mi sono resa conto di quanto ancora certe realt&agrave; aziendali facciano fatica a maturare quel salto quantico che porti non alla &quot;collaborazione&quot; ( che in molti modi e forme si esprime) , quanto alla integrazione tra questa metodologia e la strumentazione del SS.. un connubio a mio avviso vincente che si basa su una leadership assai lungimirante.</p>
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		<title>By: titticimmino</title>
		<link>http://mariogastaldi.com/lang/en-us/2009/05/03/1024/comment-page-1/#comment-3130</link>
		<dc:creator>titticimmino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:50:48 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; probabile che , a fronte di costi eccessivi o di scarsit&#224; di risorse interne o , altres&#236; di tempi &quot;corti&quot;, alcune organizzazioni abbiano bisogno..in estrema ratio, di ricorrere al prodotto preconfezionato.. ma &#232;  ridondante affermare che senz&#039;altro il punto di forza di un&#039;organizzazione sta nella capacit&#224; di sviluppo dall&#039;interno.. e per questo il putno di partenza sta nella conoscenza delle proprie &quot;condizioni iniziali&quot; 
 
grazie Mario per l&#039;interessante post. 
Aggiungo che da una recente esperienza a Barcellona, mi sono resa conto di quanto ancora certe realt&#224; aziendali facciano fatica a maturare quel salto quantico che porti non alla &quot;collaborazione&quot; ( che in molti modi e forme si esprime) , quanto alla integrazione tra questa metodologia e la strumentazione del SS.. un connubio a mio avviso vincente che si basa su una leadership assai lungimirante. </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#039; probabile che , a fronte di costi eccessivi o di scarsit&agrave; di risorse interne o , altres&igrave; di tempi &quot;corti&quot;, alcune organizzazioni abbiano bisogno..in estrema ratio, di ricorrere al prodotto preconfezionato.. ma &egrave;  ridondante affermare che senz&#039;altro il punto di forza di un&#039;organizzazione sta nella capacit&agrave; di sviluppo dall&#039;interno.. e per questo il putno di partenza sta nella conoscenza delle proprie &quot;condizioni iniziali&quot; </p>
<p>grazie Mario per l&#039;interessante post.<br />
Aggiungo che da una recente esperienza a Barcellona, mi sono resa conto di quanto ancora certe realt&agrave; aziendali facciano fatica a maturare quel salto quantico che porti non alla &quot;collaborazione&quot; ( che in molti modi e forme si esprime) , quanto alla integrazione tra questa metodologia e la strumentazione del SS.. un connubio a mio avviso vincente che si basa su una leadership assai lungimirante.</p>
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