Command and Control, or Collaboration?

by Mario Gastaldi on 20 February 2009

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7f Leadership Facilitativa: Capi, provate a rinunciare all’Autorità — Sviluppo delle Organizzazioni|Growing Organizations 35
11 December 2009 at 12:50

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1 titticimmino 21 February 2009 at 13:04

La qustione dell'approccio collaborativo si coniuga con quello Problem Based senza dimettere nemmeno per un'istante il contesto: quello andragocio. All'interno di un team ciascun componente ha coscienza del ruolo e della sua esperienza. Finalizza il suo "apprendere" al miglioramento di sè, alla condivisione. E questo punta dritto a ciò che qui si è scritto, cioé del "dover disimparare il comando e il controllo". Il Leader ha un ruolo sempre meno delineato secondo le strutture gerarchiche dil gruppo: diviene un mentore, un facilitatore. Al limite potremmo veicolare un concetto di azienda completamente decentralizzata , ma partecipata. La collaborazione e il controllo (dal basso) sono le chiavi per un team di successo solo a condizione che si sia dichiarato e condiviso (soprattutto dall'alto..pia illusione?) un punto di forza: la motivazione di ciascun componente.Se questa cade o se è disattesa, non c'è approccio che tenga..almeno non a lungo termine.

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2 titticimmino 21 February 2009 at 14:04

La qustione dell'approccio collaborativo si coniuga con quello Problem Based senza dimettere nemmeno per un'istante il contesto: quello andragocio. All'interno di un team ciascun componente ha coscienza del ruolo e della sua esperienza. Finalizza il suo "apprendere" al miglioramento di sè, alla condivisione. E questo punta dritto a ciò che qui si è scritto, cioé del "dover disimparare il comando e il controllo". Il Leader ha un ruolo sempre meno delineato secondo le strutture gerarchiche dil gruppo: diviene un mentore, un facilitatore. Al limite potremmo veicolare un concetto di azienda completamente decentralizzata , ma partecipata. La collaborazione e il controllo (dal basso) sono le chiavi per un team di successo solo a condizione che si sia dichiarato e condiviso (soprattutto dall'alto..pia illusione?) un punto di forza: la motivazione di ciascun componente.Se questa cade o se è disattesa, non c'è approccio che tenga..almeno non a lungo termine.

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3 mariogastaldi 24 February 2009 at 19:41

Ciao Titti, sono molto d'accordo con te sul ruolo del leader che facilita processi e contesti valorizzando le persone. Questo è sempre più necessario perchè i contenuti delle attività lavorative sono sempre più spesso ad alto contenuto di creatività. Quindi è bene scegliere persone giuste e lasciarle lavorare in un contesto favorevole. A proposito di Leadership Diffusa o distribuita ho scritto un pezzo tempo fa: ” target=”_blank”>http://tinyurl.com/6nhx7c. Dovrebbe trovarti in sintonia. Il tema diventa sempre più caldo, anche con lo sviluppo delle tecnologie della collaborazione che aprono molti nuovi spazi, ma rendono necessari dei cambiamenti di paradigma. I leaders hanno timore e si può capire. E' importante che questi messaggi vengano giustamente intesi ed inquadrati. In fondo il leader resta leader ma ha maggiori capacità di far emergere la capacità organizzativa perchè diventa capace di favorire l'azione entusiasta delle persone che lavorano con lui. Sulle scelte (di cambiamento) che vengono dall'alto e/o dal basso ho scritto un altra volta: ” target=”_blank”>http://tinyurl.com/75l4sn. Tornerò su quell'argomento perchè merita attenzione, ma vorrei dire che il cambiamento e le scelte che funzionano provengono da molti e diversi contributi. Il leader poi riassume e ispira ancora.

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4 mariogastaldi 24 February 2009 at 19:41

Ciao Titti, sono molto d'accordo con te sul ruolo del leader che facilita processi e contesti valorizzando le persone. Questo è sempre più necessario perchè i contenuti delle attività lavorative sono sempre più spesso ad alto contenuto di creatività. Quindi è bene scegliere persone giuste e lasciarle lavorare in un contesto favorevole. A proposito di Leadership Diffusa o distribuita ho scritto un pezzo tempo fa: ” target=”_blank”>http://tinyurl.com/6nhx7c. Dovrebbe trovarti in sintonia. Il tema diventa sempre più caldo, anche con lo sviluppo delle tecnologie della collaborazione che aprono molti nuovi spazi, ma rendono necessari dei cambiamenti di paradigma. I leaders hanno timore e si può capire. E' importante che questi messaggi vengano giustamente intesi ed inquadrati. In fondo il leader resta leader ma ha maggiori capacità di far emergere la capacità organizzativa perchè diventa capace di favorire l'azione entusiasta delle persone che lavorano con lui. Sulle scelte (di cambiamento) che vengono dall'alto e/o dal basso ho scritto un altra volta: ” target=”_blank”>http://tinyurl.com/75l4sn. Tornerò su quell'argomento perchè merita attenzione, ma vorrei dire che il cambiamento e le scelte che funzionano provengono da molti e diversi contributi. Il leader poi riassume e ispira ancora.

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5 mariogastaldi 24 February 2009 at 19:41

Ciao Titti, sono molto d'accordo con te sul ruolo del leader che facilita processi e contesti valorizzando le persone. Questo è sempre più necessario perchè i contenuti delle attività lavorative sono sempre più spesso ad alto contenuto di creatività. Quindi è bene scegliere persone giuste e lasciarle lavorare in un contesto favorevole. A proposito di Leadership Diffusa o distribuita ho scritto un pezzo tempo fa: ” target=”_blank”>http://tinyurl.com/6nhx7c. Dovrebbe trovarti in sintonia. Il tema diventa sempre più caldo, anche con lo sviluppo delle tecnologie della collaborazione che aprono molti nuovi spazi, ma rendono necessari dei cambiamenti di paradigma. I leaders hanno timore e si può capire. E' importante che questi messaggi vengano giustamente intesi ed inquadrati. In fondo il leader resta leader ma ha maggiori capacità di far emergere la capacità organizzativa perchè diventa capace di favorire l'azione entusiasta delle persone che lavorano con lui. Sulle scelte (di cambiamento) che vengono dall'alto e/o dal basso ho scritto un altra volta: ” target=”_blank”>http://tinyurl.com/75l4sn. Tornerò su quell'argomento perchè merita attenzione, ma vorrei dire che il cambiamento e le scelte che funzionano provengono da molti e diversi contributi. Il leader poi riassume e ispira ancora.

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6 mariogastaldi 24 February 2009 at 19:41

Ciao Titti, sono molto d'accordo con te sul ruolo del leader che facilita processi e contesti valorizzando le persone. Questo è sempre più necessario perchè i contenuti delle attività lavorative sono sempre più spesso ad alto contenuto di creatività. Quindi è bene scegliere persone giuste e lasciarle lavorare in un contesto favorevole. A proposito di Leadership Diffusa o distribuita ho scritto un pezzo tempo fa: ” target=”_blank”>http://tinyurl.com/6nhx7c. Dovrebbe trovarti in sintonia. Il tema diventa sempre più caldo, anche con lo sviluppo delle tecnologie della collaborazione che aprono molti nuovi spazi, ma rendono necessari dei cambiamenti di paradigma. I leaders hanno timore e si può capire. E' importante che questi messaggi vengano giustamente intesi ed inquadrati. In fondo il leader resta leader ma ha maggiori capacità di far emergere la capacità organizzativa perchè diventa capace di favorire l'azione entusiasta delle persone che lavorano con lui. Sulle scelte (di cambiamento) che vengono dall'alto e/o dal basso ho scritto un altra volta: ” target=”_blank”>http://tinyurl.com/75l4sn. Tornerò su quell'argomento perchè merita attenzione, ma vorrei dire che il cambiamento e le scelte che funzionano provengono da molti e diversi contributi. Il leader poi riassume e ispira ancora.

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7 mariogastaldi 24 February 2009 at 20:41

Ciao Titti,
sono molto d'accordo con te sul ruolo del leader che facilita processi e contesti valorizzando le persone.
Questo è sempre più necessario perchè i contenuti delle attività lavorative sono sempre più spesso ad alto contenuto di creatività. Quindi è bene scegliere persone giuste e lasciarle lavorare in un contesto favorevole.
A proposito di Leadership Diffusa o distribuita ho scritto un pezzo tempo fa: http://tinyurl.com/6nhx7c. Dovrebbe trovarti in sintonia.
Il tema diventa sempre più caldo, anche con lo sviluppo delle tecnologie della collaborazione che aprono molti nuovi spazi, ma rendono necessari dei cambiamenti di paradigma.
I leaders hanno timore e si può capire. E' importante che questi messaggi vengano giustamente intesi ed inquadrati.
In fondo il leader resta leader ma ha maggiori capacità di far emergere la capacità organizzativa perchè diventa capace di favorire l'azione entusiasta delle persone che lavorano con lui.
Sulle scelte (di cambiamento) che vengono dall'alto e/o dal basso ho scritto un altra volta: http://tinyurl.com/75l4sn.
Tornerò su quell'argomento perchè merita attenzione, ma vorrei dire che il cambiamento e le scelte che funzionano provengono da molti e diversi contributi. Il leader poi riassume e ispira ancora.

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