Reality does not exist … Let’s explain with The Ladder of Inference

by Mario Gastaldi on 6 February 2009

scala-dellinferenza

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1 Francesco D'Amico 6 February 2009 at 11:26

Che è perfettamente aderente alla realtà, e che purtroppo però non viene percepito come metodo relazionale come la normalità, bensì come modo di agire di persone particolari e strane che parlano di consapevolezza, di intelligenza emotiva, di vivere invece di sopravvivere etc, tutti discorsi che la gente che ha questo approccio alla conoscenza dà per scontate, quando invece per la stragrandissima maggioranza della gente non lo sono. Ho un sogno. Che queste nozioni, un giorno vengano insegnate come norma ai banbini possibilmente piccoli come un gioco. Faremo di loro delle persone migliori, e innescheremmo un circolo virtuoso che incrementerebbe il livello di consapevolezza e di autogestione dell'umanità.

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2 Francesco D'Amico 6 February 2009 at 11:26

Che è perfettamente aderente alla realtà, e che purtroppo però non viene percepito come metodo relazionale come la normalità, bensì come modo di agire di persone particolari e strane che parlano di consapevolezza, di intelligenza emotiva, di vivere invece di sopravvivere etc, tutti discorsi che la gente che ha questo approccio alla conoscenza dà per scontate, quando invece per la stragrandissima maggioranza della gente non lo sono. Ho un sogno. Che queste nozioni, un giorno vengano insegnate come norma ai banbini possibilmente piccoli come un gioco. Faremo di loro delle persone migliori, e innescheremmo un circolo virtuoso che incrementerebbe il livello di consapevolezza e di autogestione dell'umanità.

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3 Francesco D'Amico 6 February 2009 at 11:26

Che è perfettamente aderente alla realtà, e che purtroppo però non viene percepito come metodo relazionale come la normalità, bensì come modo di agire di persone particolari e strane che parlano di consapevolezza, di intelligenza emotiva, di vivere invece di sopravvivere etc, tutti discorsi che la gente che ha questo approccio alla conoscenza dà per scontate, quando invece per la stragrandissima maggioranza della gente non lo sono. Ho un sogno. Che queste nozioni, un giorno vengano insegnate come norma ai banbini possibilmente piccoli come un gioco. Faremo di loro delle persone migliori, e innescheremmo un circolo virtuoso che incrementerebbe il livello di consapevolezza e di autogestione dell'umanità.

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4 Francesco D'Amico 6 February 2009 at 11:26

Che è perfettamente aderente alla realtà, e che purtroppo però non viene percepito come metodo relazionale come la normalità, bensì come modo di agire di persone particolari e strane che parlano di consapevolezza, di intelligenza emotiva, di vivere invece di sopravvivere etc, tutti discorsi che la gente che ha questo approccio alla conoscenza dà per scontate, quando invece per la stragrandissima maggioranza della gente non lo sono. Ho un sogno. Che queste nozioni, un giorno vengano insegnate come norma ai banbini possibilmente piccoli come un gioco. Faremo di loro delle persone migliori, e innescheremmo un circolo virtuoso che incrementerebbe il livello di consapevolezza e di autogestione dell'umanità.

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5 Francesco D'Amico 6 February 2009 at 12:26

Che è perfettamente aderente alla realtà, e che purtroppo però non viene percepito come metodo relazionale come la normalità, bensì come modo di agire di persone particolari e strane che parlano di consapevolezza, di intelligenza emotiva, di vivere invece di sopravvivere etc, tutti discorsi che la gente che ha questo approccio alla conoscenza dà per scontate, quando invece per la stragrandissima maggioranza della gente non lo sono.
Ho un sogno.
Che queste nozioni, un giorno vengano insegnate come norma ai banbini possibilmente piccoli come un gioco. Faremo di loro delle persone migliori, e innescheremmo un circolo virtuoso che incrementerebbe il livello di consapevolezza e di autogestione dell'umanità.

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6 mariogastaldi 6 February 2009 at 11:55

Caro Francesco, grazie! Solo una cosa e forse ti farà piacere … sempre più persone comprendono quanto è importante comunicare bene e lavorare bene con gli altri. Sono ottimista; questi concetti sono ormai "normali" per tante persone e tanti vogliono imparare sempre di più. Chissa che il tuo sogno si realizzi.

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7 mariogastaldi 6 February 2009 at 12:55

Caro Francesco,
grazie!
Solo una cosa e forse ti farà piacere … sempre più persone comprendono quanto è importante comunicare bene e lavorare bene con gli altri. Sono ottimista; questi concetti sono ormai "normali" per tante persone e tanti vogliono imparare sempre di più.
Chissa che il tuo sogno si realizzi.

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8 cannedcat 6 February 2009 at 15:27

Nel film Rashomon si dimostra bene la tua tesi: persone diverse raccontano diverse versioni dello stesso fatto senza negare il fatto di base. __Ed è stato sempre una mia base di azione il verificare sempre cosa sentivo per potermi avvicinare alla realtà effettuale, senza però farmi illusioni sul poter raggiungere una certezza assoluta.__Mi piacerebbe sapere da un esperto se è vero anche il contrario, che ho romanzato nel mio "Il sale sulla coda", è possibile diffondere una serie di informazioni altamente credibili per creare una consistenza di realtà nella testa di tante persone, anche abituate a dover discernere fra il vero e il falso come chi si occupa di law enforcment?

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9 andrea 7 February 2009 at 11:47

grazie Mario, molto utile e ben fatto. mi piace il tema, che trovo molto attuale anche in relaione all'overdose di 'notizie' che i mass media spesso spacciano per fatti. ciao andrea

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10 andrea 7 February 2009 at 12:47

grazie Mario, molto utile e ben fatto.
mi piace il tema, che trovo molto attuale anche in relaione all'overdose di 'notizie' che i mass media spesso spacciano per fatti.

ciao

andrea

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11 mariogastaldi 9 February 2009 at 0:01

Diffondere informazioni credibili per creare una consistenza di realtà nelle persone … è un fenomeno che vediamo spesso. I media scelgono le informazioni che diffondono e orientano la nostra selezione dei fatti. Non sono particolarmente esperto sulle attività di law enforcement, ma chi deve occuparsi di legge, e accertare il vero e il falso, dovrebbe essere capace di raccogliere elementi – fatti – in modo equilibrato ed ampio, confrontare varie prospettive e ragionamenti… partire dalla parte bassa della scala dell'inferenza. Un lavoro competente, animato da buona fede, dovrebbe impedire che si crei una idea di realtà alimentata da idee diffuse ad arte.

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12 mariogastaldi 9 February 2009 at 1:01

Diffondere informazioni credibili per creare una consistenza di realtà nelle persone … è un fenomeno che vediamo spesso. I media scelgono le informazioni che diffondono e orientano la nostra selezione dei fatti.
Non sono particolarmente esperto sulle attività di law enforcement, ma chi deve occuparsi di legge, e accertare il vero e il falso, dovrebbe essere capace di raccogliere elementi – fatti – in modo equilibrato ed ampio, confrontare varie prospettive e ragionamenti… partire dalla parte bassa della scala dell'inferenza.
Un lavoro competente, animato da buona fede, dovrebbe impedire che si crei una idea di realtà alimentata da idee diffuse ad arte.

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13 mariogastaldi 9 February 2009 at 0:03

Grazie a te. Molti di noi scelgono i fatti che servono per orientare le idee di altri. Questo è evidente nei media, nei politici, e in tutti noi in qualche misura.

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14 mariogastaldi 9 February 2009 at 1:03

Grazie a te.
Molti di noi scelgono i fatti che servono per orientare le idee di altri. Questo è evidente nei media, nei politici, e in tutti noi in qualche misura.

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15 renzo provedel 14 February 2009 at 7:22

Lo schema è chiaro. Lo condivido. Io uso un termine sintetico, che devo aver letto da qualche parte !, e cioè TUNNEL COGNITIVO, ossia imbocco una strada (un tunnel) e cerco tutte le conferme …e le trovo. Mi capita però anche di riconoscere in alcune persone la deliberata scelta di seguire il tunnel pur di criticare una tua affermazione o ragionamento. E' l'ascolto senza pregiudizi la qualità da mettere in gioco per contrastare il "tunnel".

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16 renzo provedel 14 February 2009 at 8:22

Lo schema è chiaro. Lo condivido. Io uso un termine sintetico, che devo aver letto da qualche parte !, e cioè TUNNEL COGNITIVO, ossia imbocco una strada (un tunnel) e cerco tutte le conferme …e le trovo.
Mi capita però anche di riconoscere in alcune persone la deliberata scelta di seguire il tunnel pur di criticare una tua affermazione o ragionamento. E' l'ascolto senza pregiudizi la qualità da mettere in gioco per contrastare il "tunnel".

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17 mariogastaldi 14 February 2009 at 8:50

Ciao Renzo, infatti hai ragione! Ma come facciamo a diffondere e sviluppare la capacità di ascolto senza pregiudizi? Un modo che tende a non funzionare è "l'affermazione" in se e per se. Esempio in un dibattito io dico/affermo: La tua è una posizione ideologica, vuoi assolutamente affermare il tuo punto di vista.". Immaginiamo che ho ragione a dire così. A quel punto, però, lo scambio di argomentazioni diventa di nuovo "punto contro punto", perchè probabilmente l'interlocutore dirà a me qualcosa di simile. Il dibattito non riguarderà più il merito della questione, ma chi ha capacità di ascolto. In questo modo non risolviamo. Invece nello stesso dibattito posso dire: "dimmi di più … quale ragionamento ti conduce a queste conclusioni?" e poi ascoltare, in silenzio, e fare di tutto per comprendere … in questo modo creiamo le basi per poter, poi, affermare il nostro pensiero, anche noi, ottenendo ascolto in cambio. Che ne dite?

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18 mariogastaldi 14 February 2009 at 9:50

Ciao Renzo,
infatti hai ragione!
Ma come facciamo a diffondere e sviluppare la capacità di ascolto senza pregiudizi?

Un modo che tende a non funzionare è "l'affermazione" in se e per se.
Esempio in un dibattito io dico/affermo: La tua è una posizione ideologica, vuoi assolutamente affermare il tuo punto di vista.". Immaginiamo che ho ragione a dire così.

A quel punto, però, lo scambio di argomentazioni diventa di nuovo "punto contro punto", perchè probabilmente l'interlocutore dirà a me qualcosa di simile. Il dibattito non riguarderà più il merito della questione, ma chi ha capacità di ascolto. In questo modo non risolviamo.

Invece nello stesso dibattito posso dire: "dimmi di più … quale ragionamento ti conduce a queste conclusioni?" e poi ascoltare, in silenzio, e fare di tutto per comprendere … in questo modo creiamo le basi per poter, poi, affermare il nostro pensiero, anche noi, ottenendo ascolto in cambio.
Che ne dite?

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19 chiara 14 February 2009 at 10:04

Ciao Francesco non potevi essere più chiaro; la penso anche io come te e avrei detto le stesse identiche parole …… Buon proseguimento

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20 chiara 14 February 2009 at 11:04

Ciao Francesco non potevi essere più chiaro; la penso anche io come te e avrei detto le stesse identiche parole …… Buon proseguimento

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21 mariogastaldi 14 February 2009 at 14:17

Ciao Chiara, grazie.

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22 mariogastaldi 14 February 2009 at 15:17

Ciao Chiara,
grazie.

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