Appreciative Inquiry: an overview

by Mario Gastaldi on 26 August 2008

Appreciative Inquiry

British Airways Boeing 767, featuring

Image via Wikipedia

“Avvicinarsi ai problemi dalla parte opposta.” - David Cooperrider - Diana Whitney

“Il compito della Leadership è creare un allineamento di forze in modi che rendono le debolezze del sistema irrilevanti.”  - Peter Drucker

L’Appreciative Inquiry è un approccio al Cambiamento che si basa sulla valorizzazione del positivo.

Conduce a:

  • PIanificazione;
  • Implementazione rapida ed efficace;
  • Motivazione e Coinvolgimento;
  • Rinnovamento e Miglioramento delle relazioni tra le persone

Sviluppa la ricerca verso quanto di positivo esiste in un contesto: un organizzazione, una comunità, nei gruppi, nelle persone e nelle loro esperienze.

Sposta via l’attenzione dai problemi e dalla frustrazione.

I problemi non vengono ignorati, ma vengono considerati nel contesto più ampio delle cose che funzionano e delle prospettive positive di crescita.

L’idea di base è:

  • le persone sono propense ad agire in modo strettamente legato alle cose di cui parlano
  • le organizzazioni vanno nella direzione dei fenomeni che studiano.

Appreciative Inquiry significa “Indagine Elogiativa”, e si riferisce alla scoperta delle potenzialità e di possibilità nuove, innovative, creative ed inaspettate.

Tradizionalmente, la conversazione dominante è negativa, si basa sulle deficienze e sulla ricerca delle cause dei problemi. Non emergono idee fresche e nuove; le relazioni si deteriorano perché, tra l’altro, nella ricerca delle cause spesso si cerca un colpevole.

Il linguaggio tipico si basa sulle deficienze; le parole ricorrenti sono: “problemi”, “analisi delle cause”, “conflitto tra i reparti”, “sfavorevole”,  “sfiducia”, “riduciamo il personale”, “siamo alle solite”.

Il linguaggio dell’Appreciative Inquiry, si basa sulla forza: “realizzazioni”, “innovazioni”, “patrimonio umano, tecnico, finanziario”, “conoscenze”, “la forza del prodotto”; “il patrimonio di clienti”, “la nostra reputazione”, “la ricchezza della nostra comunità”.

Tutto questo costituisce il Nucleo Positivo di riferimento: una risorsa di immenso valore che viene dimenticata molto spesso.

Il processo di cambiamento che si sviluppa con l’Appreciative Inquiry si articola in quattro fasi che si svolgono in uno o più Workshop con durate diverse in funzione dell’Organizzazione, della complessità e della dimensione. Solitamente viene chiamato AI Summit.

In sintesi:

  1. La scoperta: un indagine di dettaglio in cui si “scopre” e si valorizza il positivo che esiste in una organizzazione.
  2. Il Sogno: la ricerca di “ciò che potrebbe essere”. Riflessioni coraggiose su quelle che possono essere le nostre aspirazioni.
  3. Il Progetto: Disegniamo concretamente il nostro futuro, la nostra organizzazione, i nostri processi, il nostro piano strategico.
  4. La Realizzazione: definizione di piani di azione dettagliati ed operativi.

Il processo è partecipativo. Le persone che appartengono all’organizzazione, alla comunità, i portatori di interesse, sono attivamente coinvolti: “Tutto il Sistema nella Stanza”.

In questo modo si attinge alla ricchezza di idee e alla “saggezza” che già esistono; e si costruisce coinvolgendo e motivando.

Il risultato è rilevantissimo: piani di azione vengono concretamente realizzati da persone fortemente motivate che usano il meglio della loro intelligenza e creatività.

L’Appreciative Inquiry: utilizzi consigliati

  • Cambiamento Organizzativo Rapido;
  • Pianificazione e Cambiamento Strategico;
  • Motivazione e Partecipazione, entusiasmo e coinvolgimento;
  • Cambiamento della cultura organizzativa;

Tra le Organizzazioni che usano l’Appreciative Inquiry molte multinazionali come British Airways, Verizon, Nasa, John Deere (qui un Case Study da Appreciative Inquiry Commons) e numerose piccole e medie aziende Italiane.

Trovate risorse qui:

copj13.asp (Immagine JPEG, 200x282 pixel)
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