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January 2007

Il mio intervento alla Copenhagen Business School

by Mario Gastaldi on January 28, 2007

Una notizia di questi giorni mi fa particolarmente piacere.

Nel mese di Dicembre alcuni colleghi mi segnalano che la Copenhagen Business School, specificamente la Divisione di Consulenza di Management, organizza una Conferenza sul tema “La collaborazione tra Cliente e Consulente - gestire la complessità ed il cambiamento”.
Mi dicono che certi miei punti di vista sulla questione sono interessanti ed utili.

Decido di organizzare un Intervento e propongo la Sintesi al Comitato Organizzatore per la selezione.
La mia proposta è stata ammessa, notizia di alcuni giorni fa, per cui alla fine di Maggio presenterò e condividerò alcuni punti del mio pensiero in occasione della Conferenza.

Mi capita di presentare e parlare a pubblici vari in Italia; ancora non avevo avuto l’occasione di partecipare come speaker ad una conferenza internazionale.

Ma di cosa parlero poi?
Sarà una questione interessante?
Vi propongo alcune note sui contenuti che tratterò ….la sintesi della sintesi …..per rendere leggera la vostra lettura….naturalmente sono contento di condividere maggiori dettagli con chi vorrà.

Cliente/i e Consulente in un intervento di Sviluppo Organizzativo:
Chi sono?
Come interagiscono per raggiungere il loro comune obiettivo?
Una prospettiva da numerose esperienze con le Piccole e Medie Imprese

Le Organizzazioni hanno bisogno di Agenti Esterni per la realizzazione di cambiamenti veri e significativi.

I Consulenti di Sviluppo Organizzativo, (persone che fanno il mio mestiere), possono svolgere un ruolo fondamentale per aiutare le Organizzazioni a cambiare e migliorare in modo stabile e solido, aumentando le loro competenze.

Parlerò di alcune caratteristiche che il Consulente deve possedere, e di alcuni elementi critici che devono essere gestiti in modo attento e consapevole per fare in modo che l’attività abbia successo e realizzi valore aggiunto reale nell’organizzazione.

Definirò cosa intendo per intervento di successo.
Definirò il processo che porta ad un accordo di qualità tra Cliente e Consulente.

Chi è il Cliente? E’ unico? O ci sono diversi clienti?
Come vengono definite le aspettative relative all’intervento?
In che modo misuriamo le aspettative ed il successo dell’Intervento?
Quali le responsabilità del Consulente?
Quali le responsabilità del Cliente?
Ed i requisiti tecnici del Consulente?
Ed i requisiti etici?

Parlerò delle aree critiche dell’intervento:
Assessment e Valutazione;
Pianificazione;
Comunicazione;
Implementazione;
Lavoro di squadra tra Consulente e Cliente/i.

Valuterò le questioni e gli elementi che normalmente impattano sull’intervento, rendendolo un successo, oppure inutile, o peggio dannoso.

Vi proporrò i materiali nella forma definitiva.

Intanto quali sono le vostre curiosità a proposito di questa questione?

Come dovrebbe essere il rapporto tra Consulente e Cliente secondo voi?

Photocredit: Certassar

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Cambiamento organizzativo……come si fa?

by Mario Gastaldi on January 7, 2007

In questi giorni avviamo, con alcuni colleghi, dei progetti con questa ambizione….cambiare un organizzazione.

Facile?

Che ne pensate?

Machiavelli nel 1513 la pensava in questo modo: “Non c’è niente di più difficile da prendere in mano, di più pericoloso da guidare e di più incerto successo che avviare un nuovo ordine di cose, perchè l’innovazione ha nemici in tutti quelli che hanno operato bene nelle vecchie condizioni e soltando tiepidi sostenitori in coloro che potranno essere avvantaggiati dal nuovo”.

Non è per niente facile infatti….ma si fa, si può fare.

L’argomento è molto ampio ed interessante.

Per ora alcune semplici ed immediate riflessioni.

Molti Leaders hanno provato a cambiare le loro aziende sulla base dei seguenti elementi:

  • Obbligo: i dipendenti sono sul libro paga, quindi devono semplicemente fare come viene loro detto.
  • Forza/Coercizione: i dipendenti devono cambiare o pagare le conseguenze

In questo modo non funziona.
Ognuno di noi ha una certa resistenza al cambiamento. I dipendenti, nelle aziende, come tutti hanno una certa, fisiologica resistenza alle novità.
Siamo contenti delle nostre abitudini…le cose vanno avanti discretamente…perchè darsi pena….come sarà il futuro dopo il cambiamento?

Abbiamo paura di ciò che non conosciamo!

La resistenza al cambiamento può manifestarsi in modo vario e con intesità diversa. Leggete la lista che segue che mostra vari livelli di intensità della resistenza al cambiamento.

Accettazione Entusiastica
Cooperazione
Cooperazione su pressione del Management
Rassegnazione passiva
Indifferenza Indifferenza
Apatia - perdita di interesse nei confronti del lavoro
Fare solo quanto ordinato
Restistenza Passiva Assenza di apprendimento
Proteste
lavorare seguendo le regole alla lettera
Resistenza Attiva Fare il meno possibile
Rallentare il ritmo
Assenze per varie ragioni
Fare “errori”
Rovinare le attività
Sabotaggio deliberato

Il punto di partenza di qualunque iniziativa di cambiamento sta nella adeguata consapevolezza che si incontrerà una certa dose di resistenza, e che questo è perfettamente naturale.

Il primo errore che si può commettere sta proprio nel rifiutare una realtà cosi semplice.

La resistenza ha spiegazioni razionali ed emotive, come si intuisce facilmente.

Accettiamo il fatto che questa è presente, e, in una certa ragionevole misura, è legittima e naturale. Se non accettiamo il fatto, possiamo incrementare la resistenza con azioni non corrette.

Allora? Parleremo meglio della questione e delle modalità da adottare per pianificare e implementare iniziative di cambiamento organizzativo.

Per adesso vorrei proporre un libro….una favoletta di John Kotter, uno dei massimi conoscitori del cambiamento organizzativo, e Holger Rathgeber. “Il nostro iceberg si sta sciogliendo”. Il libro è disponibile in italiano, devo dire che lo vedo in molte librerie. Altrimenti lo trovate da bol.it.

Si legge molto in fretta, e dà molte idee.

E voi siete interessati al cambiamento?
Volete cambiare qualcosa o molte cose nella vostra azienda?
Volete che ne parliamo ancora?

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