Bellissimo pomeriggio ieri, a Smau con il gruppo di Ecosistema 2.0: gli amici vecchi e nuovi Gino Tocchetti, Stefano Schiavo, Emanuele Quintarelli, Michele D’Alena, Michele Vianello, Christian Zocchetta.
Tutti abbiamo trattato il tema delle Reti da varie angolazioni, con intuizioni davvero interessanti. Visitate anche Ecosistema 2.0 per vedere la raccolta delle Slides offerte dagli altri Amici del Gruppo.
Qua Vi propongo il mio pezzo: Reti tra Imprese e dentro le Aziende: facilitazione di interazioni per la costruzione di Reti.
La presentazione non contiene molte parole; (qualcuno sostiene che troppe sono nocive … ).Così, per voi che siete qua, aggiungo una sintesi dei contenuti e il senso dei commenti che sono emersi nel dibattito. Ho anche pubblicato alcune foto (25.10.10).
Ho parlato di Reti che si danno l’obiettivo di realizzazioni concrete. Esempi sono le reti che nascono tra le imprese per nuove iniziative di business, e le reti che vivono all’interno delle Organizzazioni, composte da persone e reparti.
Elementi di ottimismo.
- Si affermano con sempre maggiore forza delle linee di pensiero, che potremmo definire nuove, ma in realtà sono espressioni di grande buonsenso. Alcuni pensatori come Umair Haque e Gary Hamel, stanno innescando potenti riflessioni sull’economia, sulle organizzazioni e una definizione più consapevole di prosperità , diffusa, accessibile e sostenibile.
- Per comprendere il reale funzionamento delle Organizzazioni credo sia imprescindibile la Teoria della Complessità , ed in particolare interpretare le organizzazioni come CAS – Sistemi Adattivi Complessi.
- Le Tecnologie 2.0 (Enterprise 2.0) che stanno attivando un cambiamento epocale nelle possibilità di condivisione e azione alla portata di tutti noi esseri umani.
Come stanno le cose nelle Reti tra le Imprese e dentro le Imprese.
All’interno delle imprese, osserviamo una forte tensione tra la superata lettura tayloristica delle organizzazioni, che ancora persiste, e la realtà che sempre di più ci appare chiara.
La contrapposizione tra un sistema organizzativo assimilato ad un pezzo di macchinario, organizzato in gerarchie rigide, ispirato dal paradigma del comando e controllo in cui qualcuno dà ordini aspettandosi esecuzione, è molto stridente con la realtà in cui le persone scelgono autonomamente di agire motivati, di condividere, di usare le proprie capacità al meglio, interagendo gli uni con gli altri e influenzandosi reciprocamente.
Se nelle reti dentro le Organizzazioni l’idea del comando e controllo è perlomeno sostenuta da antiche abitudini, nelle Reti tra imprese, questa è proprio inapplicabile: gli imprenditori delle PMI, che vogliono fare Rete, non accettano ordini con particolare entusiasmo.
Quali tentativi si stanno facendo per attivare reti tra le Imprese?
Sonnacchiosi convegni e provvedimenti di legge migliorabili, che talvolta includono forme di finanziamento alle Reti. Si tratta di tentativi benvenuti, naturalmente. Ma tutti questi mostrano che non si riesce a centrare il punto. Una Rete è un contesto sociale, di persone, che autonomamente scelgono di agire per perseguire uno scopo comune condiviso. Qualunque risultato che potra produrre, nasce dalla Collaborazione, e questa emerge se c’è fiducia, motivazione e concretezza.
La fiducia nasce quando si creano opportunità, per gli imprenditori che stanno valutando di unirsi, di entrare in contatto, conoscersi, articolare insieme ragionamenti importanti e significativi.
Il nostro lavoro.
Il nostro modello si basa su Quattro Pilastri, e un risultato conseguente, molto tangibile.
- Esperienze di Co-Progettazione, (o Progettazione Partecipata) in cui parti, (persone), diverse dell’Organizzazione /Rete si incontrano, discutono, progettano. Abbiamo trattato spesso di questa tipologia di esperienze a proposito di Facilitazione del cambiamento. Ricordiamo che è necessaria la partecipazione di un ologramma del Sistema Organizzativo: i partecipanti, in altre parole, rappresentano l’Organizzazione tutta, con la sua diversità di prospettive: reparti, livelli gerarchici, sedi geografiche, idee. (metodologie: Appreciative Inquiry, World Cafè, Simureal, Future Search).
- Spazi di Interazione e Soluzioni Organizzative. Le Esperienze di Co-progettazione producono Soluzioni, Scelte, Iniziative, Piani, Strategie. Possono riguardare piccoli Progetti Pilota o ampie aree organizzative, l’utilizzo di Tecnologie 2.0 per la collaborazione più efficiente questioni più semplici.
- Conversazione Organizzativa. Le Esperienze di Co-Progettazione fanno emergere la Conversazione informale, e producono competenze affinché la conversazione informale e quella formale siano molto vicine. Sviluppano capacità di condurre la Conversazione Organizzativa, quotidiana, in modo funzionale, efficace e produttivo, sviluppando la qualità della vita delle persone che vivono nella Rete.
- Leadership Facilitativa.
Il risultato: Engagement, ovvero persone che agiscono unite da un vibrante desiderio di realizzazioni concrete.
Nel dibattito sono emerse domande interessanti: direi che si diffonde una forte consapevolezza del fatto che le Reti sono fenomeni sociali, molto prima che tecnologici. Tutti abbiamo convenuto che per quanto le tecnologie ci offrano stimoli potenti, ed opportunità impensabili in passato, tutto il nostro agire ruota intorno a gruppi di persone che fanno scelte autonome di agire coordinati.
Ma se ci è chiaro che le reti sono fenomeni umani e sociali … come pensate che possiamo aiutare le Reti a nascere, funzionare e prosperare? Cosa può fare ognuno di noi nella sua Rete, nella sua Organizzazione?
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