Dieci suggerimenti per l’Engagement dei collaboratori.

by Mario Gastaldi on July 29, 2010

Top-Tens-of-Employee-Engagement E’ finalmente uscito il Libro orchestrato da David Zinger! I dieci migliori suggerimenti per l’Engagement dei collaboratori.

Una raccolta di contributi da parte di numerosi colleghi studiosi del tema: motivazione e coinvolgimento dei collaboratori.

Anche io ho contribuito i miei dieci punti, (pag. 81), e ringrazio molto l’amico Terrence Seamon, che ha pensato di citarmi espressamente nel suo blog. Terrence naturalmente è uno dei contributors, ed è egli stesso è studioso di primo piano sul tema. A pag. 69 parla di The Engaging Manager (il manager che coinvolge).

Scaricate il Libro. Trovate moltissimi spunti utilissimi per migliorare l’Engagement dei collaboratori e la performance della vostra organizzazione. E’ una miniera di ricca di opportunità con tantissimi contributi veramente pratici ed interessanti.

I miei suggerimenti riguardano Conversazioni che Motivano.

Che ne pensate?

Buona lettura.

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Luca Baiguini September 7, 2010 at 3:11 pm

Grazie davvero, Mario, per questa ennesima, interessante risorsa!

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mariogastaldi September 7, 2010 at 4:27 pm

Ciao Luca,
figurati, mi fa piacere che sia di interesse.
E' molto varia sicuramente, e con contributi eterogenei.

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Chiara November 12, 2010 at 12:46 pm

Come avevo accennato qualche tempo fa su linkedin, grazie per questi tuoi preziosissimi "regali"….

E vorrei cogliere anche l'occasione per chiederti: in base alla tua esperienza, quanto pensi che queste indicazioni, provenienti prettamente d'oltreoceano, siano, poi, effettivamente implementabili nella realtà organizzativa dello stivale?… (anche alla luce di una scarsissima propensione a responsabilizzare le risorse, decentrando il potere in maniera funzionale…)..

Un caro saluto
Chiara

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mariogastaldi November 12, 2010 at 3:57 pm

Ciao Chiara :)
grazie della visita e della bellissima domanda.

Senza pretesa di validità scientifica, la mia esperienza è che le circostanze favorevoli ad evoluzioni positive nell'ambiente organizzativo, dipendono da fattori specifici per ciascuna organizzazione e trasversali rispetto alla cultura del paese.
In altre parole, possono esserci ambienti organizzativi favorevoli in Italia, e sfavorevoli in UK/US, oppure il contrario.

Nella mia esperienza la cultura organizzativa più evoluta, quella che mette le persone in condizioni di dare il meglio si trova nei paesi Scandinavi.

In Italia non abbiamo una delle culture più evolute, ma non penso che la nostra sia una cultura "geneticamente" incapace di produrre sviluppo nelle organizzazioni.
Invece, forse, questa circostanza, nasce dal fatto che non si produce innovazione nella comprensione del comportamento organizzativo (limitiamoci a questo argomento … ).

In Italia troppi sono alla ricerca di "best practices", che sono espressione del passato, superato, di altre organizzazioni, e non si preoccupano di capire cosa può funzionare per loro stessi, nel loro futuro.

Allora la questione non è se le idee anglo-sassoni sono o non sono applicabili.
Sono molto applicabili, solo che non sono adeguatamente conosciute, digerite, trattate.
E noi non ne produciamo di migliori.

Sarà il fatto che in Italia non si usa l'Inglese? Che siamo meno esposti alla contaminazione positiva di altre idee?

Forse; sicuramente in Italia non riesco a trovare un dibattito avanzato o ricco di contenuto e pragmatismo come mi capita in tante communities non Italiane, a cui partecipo on line e off-line … vedi anche solo Twitter per esempio.

Ed infine … ho la fortuna e l'onore di aver applicato la grande parte delle cose che leggi in questo Blog, e moltissime di queste in Italia, in molte Regioni diverse;
… possiamo essere ottimisti.
Che ne dici?

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