Un collega tedesco, Fritz Walter, giorni fa ha raccontato questa storia a proposito di persone difficili.
La storia va così, più o meno.
Un insegnante Finlandese ed un insegnante Tedesco, in occasione di una conferenza, parlano delle loro scuole, ed in particolare degli alunni difficili.
Il Tedesco chiede al Finlandese: “cosa fate con gli alunni “difficili?”.
E il Finlandese: “Noi non abbiamo alunni difficili. Quando un insegnante ha problemi con gli alunni, lo mandiamo a fare esperienze formative.”


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…ci vuole coraggio! nel senso che non è facile ragionare con questo approccio…. Lo ritengo probabilemente il più efficace, perchè si pone positivamente nei confronti del problema, analizzando immediatamente le soluzioni. E conferisce molta, anzi, tantissima responsabilità a chi lo applica. w la FInlandia
Si l'insegnante finlandese da una risposta che usa il paradosso, gira cioè il problema cambiando punto di vista, ma le persone diffcili esistono, e sono tali per sofferenza o per vittimismo e tanto altro. Non ci sono soluzioni facili con il diffcile. Sicuramente chi ha un ruolo educativo non puo' spaventarsi, e andare in formazione per me significa avere uno spazio di elaborazione per tornare ad affrontare il difficile con la consapevolezza dell'altro da sè
stefania
Ciao Mario,
è brutto se evidenzio che la scuola ed il posto di lavoro anno finalità diverse? e te lo dice uno che ai propri praticanti paga due anni di post laurea serale in Bocconi…
Credo che tutte le vostre osservazioni dicano cose vere.
… le persone difficili esistono … certo, ma giustificarci raccontandoci che il problema è la persona difficile è "self-defeating" – cioè ci toglie capacità – (ci sconfiggiamo da soli).
Come dice Filippo, noi possiamo scegliere di agire verso una soluzione.
Certo dobbiamo scegliere bene i collaboratori. Vero. Allo stesso tempo ho visto manager/leader cambiare opinione: un collaboratore fantastico dopo alcuni mesi diventa una "persona difficile".
Cosa è cambiato?
Mi sembra di rileggere nella frase una piccola parte del libro che parte da alcune parabole del vangelo per arrivare a spiegare la leadership. Nella fattispecie "il vero leader deve saper togliere il ramo dai propri occhi piuttosto che pensare di togliere la pagliuzza dagli occhi dei suoi collaboratori…."