Stamattina ho avuto questo pensiero …
Per 20 anni ho avuto la possibilità di essere testimone dell’attività di gruppi che non funzionano, nel business, nel settore pubblico, nelle associazioni …
Questi gruppi si trascinano, zoppicando, afflitti dalla loro incapacità di avere conversazioni efficaci,
e quindi dalla loro incapacità di:
- far circolare informazioni importanti ed utili,
- di prendere decisioni informate e basate su fatti e
- dalla loro incapacità di imparare.
Questo malfunzionamento riguarda tutti gli aspetti delle conversazioni.
- Chi è invitato alla conversazione;
- perché, quando e come la conversazione ha luogo,
- come le conversazioni vengono condotte,
- la (in)capacità dei conversatori,
- cosa si sceglie di ascoltare,
- cosa si dice,
- come viene accettato e
- come si agisce rispetto a questi contenuti.
Credete anche voi che questo sia un fenomeno frequente? Qual’é l’importanza delle conversazioni nei gruppi?
Se crediamo che sia importante; cosa ci serve (fare)?
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Non solo è un fenomeno frequente ma peggio ancora molte volte è proprio uno stile di organizzazione: "l'organizzazione che non funziona". Perchè se funzionasse ci sarebbero delle innovazioni e tutti noi sappiamo quanto queste possano dare fastidio o da lavorare al management. Potrebbe essere una provocazione, ma far funzionare una organizzazione è una scienza complessa e forse è il secondo obiettivo prioritario dopo aver steso una strategia vincente.
Non solo è un fenomeno frequente ma peggio ancora molte volte è proprio uno stile di organizzazione: "l'organizzazione che non funziona".
Perchè se funzionasse ci sarebbero delle innovazioni e tutti noi sappiamo quanto queste possano dare fastidio o da lavorare al management.
Potrebbe essere una provocazione, ma far funzionare una organizzazione è una scienza complessa e forse è il secondo obiettivo prioritario dopo aver steso una strategia vincente.
Ciao Filippo, si è frequente, e a volte è uno stile organizzativo, come dici. Nei casi peggiori, (non pochi), assume la forma di una tossicità organizzativa. Ma ci sono buone notizie: a certe condizioni si possono avere miglioramenti importanti. La condizione più importante è che chi ha possibilità di prendere decisioni, sia estremamente curioso/aperto, e disponibile a interpretare la realtà con chiavi di lettura diverse da quelle che ha sempre avuto; in altre parole è sufficiente che chi governa ascolti altre idee … anche per poco … e spesso si aprono spazi.
Ciao Filippo,
si è frequente, e a volte è uno stile organizzativo, come dici. Nei casi peggiori, (non pochi), assume la forma di una tossicità organizzativa.
Ma ci sono buone notizie: a certe condizioni si possono avere miglioramenti importanti. La condizione più importante è che chi ha possibilità di prendere decisioni, sia estremamente curioso/aperto, e disponibile a interpretare la realtà con chiavi di lettura diverse da quelle che ha sempre avuto; in altre parole è sufficiente che chi governa ascolti altre idee … anche per poco … e spesso si aprono spazi.