Conversazioni nel Business

by Mario Gastaldi on August 6, 2009

Stamattina ho avuto questo pensiero …

Per 20 anni ho avuto la possibilità di essere testimone dell’attività di gruppi che non funzionano,  nel business, nel settore pubblico, nelle associazioni …
Questi gruppi si trascinano, zoppicando, afflitti dalla loro incapacità di avere conversazioni efficaci,
e quindi dalla loro incapacità di:

  • far circolare informazioni importanti ed utili,
  • di prendere decisioni informate e basate su fatti e
  • dalla loro incapacità di imparare.

Questo malfunzionamento riguarda tutti gli aspetti delle conversazioni.

  • Chi è invitato alla conversazione;
  • perché, quando e come la conversazione ha luogo,
  • come le conversazioni vengono condotte,
  • la (in)capacità dei conversatori,
  • cosa si sceglie di ascoltare,
  • cosa si dice,
  • come viene accettato e
  • come si agisce rispetto a questi contenuti.

Credete anche voi che questo sia un fenomeno frequente? Qual’é l’importanza delle conversazioni nei gruppi?
Se crediamo che sia importante; cosa ci serve (fare)?

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Filippo Berto August 20, 2009 at 2:33 pm

Non solo è un fenomeno frequente ma peggio ancora molte volte è proprio uno stile di organizzazione: "l'organizzazione che non funziona". Perchè se funzionasse ci sarebbero delle innovazioni e tutti noi sappiamo quanto queste possano dare fastidio o da lavorare al management. Potrebbe essere una provocazione, ma far funzionare una organizzazione è una scienza complessa e forse è il secondo obiettivo prioritario dopo aver steso una strategia vincente.

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Filippo Berto August 20, 2009 at 3:33 pm

Non solo è un fenomeno frequente ma peggio ancora molte volte è proprio uno stile di organizzazione: "l'organizzazione che non funziona".
Perchè se funzionasse ci sarebbero delle innovazioni e tutti noi sappiamo quanto queste possano dare fastidio o da lavorare al management.
Potrebbe essere una provocazione, ma far funzionare una organizzazione è una scienza complessa e forse è il secondo obiettivo prioritario dopo aver steso una strategia vincente.

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mariogastaldi August 21, 2009 at 4:37 pm

Ciao Filippo, si è frequente, e a volte è uno stile organizzativo, come dici. Nei casi peggiori, (non pochi), assume la forma di una tossicità organizzativa. Ma ci sono buone notizie: a certe condizioni si possono avere miglioramenti importanti. La condizione più importante è che chi ha possibilità di prendere decisioni, sia estremamente curioso/aperto, e disponibile a interpretare la realtà con chiavi di lettura diverse da quelle che ha sempre avuto; in altre parole è sufficiente che chi governa ascolti altre idee … anche per poco … e spesso si aprono spazi.

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mariogastaldi August 21, 2009 at 5:37 pm

Ciao Filippo,
si è frequente, e a volte è uno stile organizzativo, come dici. Nei casi peggiori, (non pochi), assume la forma di una tossicità organizzativa.
Ma ci sono buone notizie: a certe condizioni si possono avere miglioramenti importanti. La condizione più importante è che chi ha possibilità di prendere decisioni, sia estremamente curioso/aperto, e disponibile a interpretare la realtà con chiavi di lettura diverse da quelle che ha sempre avuto; in altre parole è sufficiente che chi governa ascolti altre idee … anche per poco … e spesso si aprono spazi.

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