Leadership Diffusa: lezioni dalla vita reale per i Leaders

by Mario Gastaldi on September 10, 2008

iraq su Flickr - Condivisione di foto!
Cosa significa Leadership Diffusa, e perché è importante fare delle riflessioni su questo argomento?

E qual’è il collegamento tra Leadership Diffusa, coinvolgimento dei collaboratori, e velocità organizzativa ?

La Leadership Diffusa è una combinazione di circostanze che si verificano in una organizzazione:

  • i collaboratori vengono incoraggiati a prendere iniziative e decisioni;
  • gli errori non sono puniti;
  • i collaboratori hanno una visione di insieme dell’organizzazione e delle attività ;
  • i collaboratori hanno accesso alle informazioni importanti; sanno cosa succede, ciò che deve essere fatto e lo fanno.

I risultati che seguono:

  • l’organizzazione è veloce, agile, adattabile e flessibile;
  • le persone si auto-organizzano e realizzano ciò per cui si stanno impegnando;
  • la collaborazione funziona molto bene;
  • le relazioni interpersonali sono estremamente gratificanti;
  • le persone si sentono responsabili una verso l’altra.

Ora pensate ad un’organizzazione in cui:

  • la burocrazia domina le attività;
  • i leaders tolgono autonomia ai collaboratori impedendo loro accesso alle informazioni che servono;
  • i leaders “dicono alle persone cosa devono fare”, con molto dettaglio;
  • tutti sono alla ricerca del colpevole che ha commesso l’errore;

Leggete ora due interessanti esempi, tratti dalla vita reale e tra un momento, saremo pronti a riassumere alcune lezioni che stiamo imparando.

1.Margaret Wheatley, in uno degli articoli raccolti nel suo libro “Finding our Way” parla dei soldati Americani nel deserto Iracheno. Utilizzano tecnologie avanzate di trasmissione di dati, ed informazioni che consentono a ciascuno di essere pienamente consapevole di cosa accade nel campo di battaglia.

La comunicazione scorre liberamente senza colli di bottiglia; ciò dà  potere ed autonomia a ciascun soldato e lo rende capace di prendere decisioni ed agire nell’ambito di un chiaro obiettivo tattico o strategico.

E’ piuttosto interessante osservare che le decisioni individuali che nascono in questo contesto sono coerenti in modo stupefacente, come se fossero frutto di un “cervello centrale” che le concepisce.

E’ possibile che gli ufficiali che guidano questi soldati possano sentirsi spiazzati, in un contesto in cui il loro ruolo cambia così drasticamente. Certamente questi soldati, in queste condizioni, mostrano una forte capacità  di incarnare un’intelligenza collettiva che porta azioni collettive veloci ed organizzate.

2. Durante un workshop con un gruppo di leaders e collaboratori a diversi livelli di un’organizzazione, ho chiesto ai partecipanti di riflettere, e poi condividere, esperienze ed esempi di organizzazioni che funzionano bene.

Due persone hanno descritto la costruzione e la preparazione del carro per la sfilata di Carnevale della loro Città . Hanno detto che sono molto veloci a completare il lavoro; inventano cambiamenti continui per rendere il carro più bello ed originale; si divertono mentre lavorano anche se in effetti è un lavoro faticoso.

Nella conversazione successiva cercavamo schemi ricorrenti che descrivono organizzazioni funzionanti. Ho chiesto come mai il gruppo che lavora sul carro è un esempio di organizzazione così efficiente. Loro hanno risposto: “… bé ci divertiamo insieme … sappiamo tutti cosa dobbiamo fare, parliamo continuamente, e non abbiamo proprio un capo che ci dice cosa dobbiamo fare per ogni minuzia.”

Quali sono gli elementi che accomunano i soldati Americani che agiscono in modo coerente, e collettivamente intelligente, nel deserto, e gli impiegati Italiani che si divertono mentre costruiscono un carro di Carnevale bellissimo e divertente per la sfilata?

Lezioni per i Leaders:

1. Non dite alle persone “cosa devono fare”, e rinunciate al “comando e controllo”. Questo potrebbe essere un argomento per una conversazione molto lunga. Per ora rendiamoci conto che più noi comandiamo e controlliamo, più creiamo il bisogno e la dipendenza da comando e controllo nell’organizzazione; e più togliamo iniziativa, autonomia ed “intelligenza” ai collaboratori. Ovviamente i collaboratori conoscono gli obiettivi strategici ed operativi e agiscono nella direzione tracciata.

2. Condividete informazioni e obiettivi. Fate in modo che le attività  lavorative siano parti importanti di un quadro organizzativo più ampio. Il modo migliore di condividere informazioni è avere  ”conversazioni”, su come va il lavoro, che vanno avanti nell’organizzazione in modo formale ed informale. I leaders devono partecipare e permettere che il dibattito sia realmente libero. Le conversazioni formali sono riunioni. Queste riunioni possono avere struttura e organizzazione diverse secondo lo scopo e l’argomento. Per esempio una riunione che vuole produrre un Piano Strategico che verrà  applicato e funziona, può organizzarsi secondo le linee guida del Future Search, di cui parleremo separatamente.

3. Siate consapevoli delle reti informali all’interno dell’organizzazione. Troppe volte i leaders spostano le scatole dell’organigramma qua e là  senza alcuna comprensione della rete complessa di relazioni che permette il completamento del lavoro. Inoltre, mettere le persone nelle scatole (dell’organigramma) e spostarle qua e là  nell’organizzazione, significa trattare le persone come oggetti, o macchine. Tutto questo, normalmente crea forti resistenze nei collaboratori, anche quando non ce ne sarebbero.

4. Riconoscete e consentite la diversità  di idee, opinioni, stili. Non è obbligatorio essere d’accordo su tutto. Quando tutti sono d’accordo su qualcosa, i leaders dovrebbero essere cauti, perché l’accordo può non essere reale. Le persone fingono di essere d’accordo perché non sono incoraggiate con adeguata energia ad esprimere punti di vista “diversi”. Ma in realtà non sosterranno le iniziative che non sentono valide, intelligenti ed efficaci. Incoraggiate con energia e coraggio l’espressione delle idee più diverse. Queste idee sono reali, e a voi Leaders, conviene conoscerle.

Photo credit: Soldiersmediacenter

Enhanced by Zemanta
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

{ 4 comments… read them below or add one }

andrea September 16, 2008 at 12:01 pm

Ciao,
ottimo articolo.
segnalo al riguardo il libro
Senza leader
Da Internet ad Al Qaeda: il potere segreto delle organizzazioni a rete

di O. Brafman, R. A. Beckstrom
D. De Masi

Reply

mariogastaldi September 18, 2008 at 9:03 am

Ciao Andrea,
grazie. Il libro è interessante. Più che stare "senza leaders" dovremo chiederci sempre più spesso
come "è" un leader, prima ancora che come si comporta;
quanti leaders devono esserci e come devono interagire tra loro.
E' possibile che scopriremo la necessità di un grande numero di leaders …

Reply

andrea October 3, 2008 at 6:04 am

Condivido il tuo punto di vista.
Credo anche si possa comprendere meglio come "è" un leader, quanto più si sia sviluppata una propria leadership, così da avere un "metro personale" efficace in questa materia tanto soggettiva quanto importante.

Attendo con interesse il prox post.

cordialità

andrea

Reply

mariogastaldi October 5, 2008 at 3:31 am

Andrea, sono ancora con te a questo proposito.
A me piace parlare di "Leadership Introspettiva" che è al centro di molto del mio lavoro. Si tratta della nostra capacità di essere consapevoli rispetto a noi stessi e agli altri in situazioni di pressione.
Evidentemente, prima, c'è una necessità di "costruire" un concetto di Leadership che funziona realmente.
Infatti, esistono una varietà di modelli di leadership, anche validi, che però restano teoria. Nella realtà delle organizzazioni, quando si è sotto pressione, prevale il modello del "ti dico cosa devi fare … e guarda che ti tengo d'occhio" – comando e controllo.
Questo distrugge la motivazione, e non serve ormai neanche più a realizzare risultati di brevissimo termine. A medio/lungo termine causa la fuga dei collaboratori a tutti i livelli.

Quindi, sviluppato e condiviso un concetto di leadership che funziona per noi, e rispetto agli altri, vogliamo essere in condizione di capire in che modo il nostro "modo di essere" influisce sul nostro comportamento – le nostre azioni.

Non vorrei promuovere il mio lavoro, :) , ma ciò che ho trovato utile fare durante i workshops è costruire esperienze che portano ognuno dei leaders a "scoprirsi" per come "è" nelle situazioni complicate. Questo porta a trasformare delle valide idee teoriche in efficaci comportamenti pratici.

Reply

Leave a Comment

{ 2 trackbacks }

Previous post:

Next post: