Vi racconto un episodio per fare alcune osservazioni su un fenomeno: le storie che raccontiamo a noi stessi, su una persona o su una situazione, spesso ci impediscono di avere atteggiamenti utili e pratici.
Alcuni giorni fa mi sono trovato di fronte a questa affermazione: “Ci sono persone che tendono ad essere conflittuali. E’ la loro personalità ”.
An interesting episode triggered some thoughts:Â many times, the stories we tell ourselves, about a person, or about whole set of circumstances, prevent us from behaving in ways that are practical and useful.
I was faced with a statement, a few days ago: “There are people that just tend to be conflictual. It is their personalityâ€.
Immaginiamo di essere alla guida di un gruppo di lavoro o di un’organizzazione, e di avere a che fare con la persona conflittuale.
Siamo convinti che questa persona è naturalmente orientata al conflitto; (non necessariamente lo dico apertamente).
In che modo questa affermazione/giudizio è utile a me ed al mio lavoro?
In che modo mi aiuta ad aiutare lui/lei a diventare meno conflittuale?
In nessun modo
In effetti la nostra esperienza, istruzione, famiglia, la crescita, la maturità ecc. sono circostanze che nei fatti influiscono sulla nostra tendenza ad essere più o meno conflittuali.
Il fatto è che concentrarci su questa considerazioni non aiuta né noi nè agli altri.
A dire la verità , quando ci raccontiamo questo tipo di storia, su una persona, stiamo pericolosamente puntando a diventare completamente impotenti e senza speranza rispetto alla nostra capacità di migliorare qualcosa.
Noi auto-giustifichiamo la nostra incapacità di migliorare le cose, rendendoci ancora più incapaci di intervenire positivamente.
Così la nostra relazione con la persona conflittuale probabilmente si deteriorerà , e noi rinforzeremo la sua propensione ad essere conflittuale, proprio per effetto del nostro giudizio che nei fatti influisce su ogni interazione che abbiamo con lui/lei.
Noi accuseremo lui/lei in modi che non apriranno alcuna finestra di opportunità per alcun miglioramento.
Allora se vogliamo essere efficaci come ci comportiamo?
Ascoltiamo.
Diventiamo curiosi, estremamente curiosi rispetto ai punti di vista della persona ed ai suoi sentimenti.
Diventiamo estremamente interessati a capire le idee di questa persona.
Attenzione: sto dicendo che siamo curiosi ed interessati; che è diverso da dire che agiamo come se fossimo curiosi ed interessati … molto diverso.
Così è che il Dialogo inizia.
Un esercizio pratico consiste nel ascoltare gli sfoghi emotivi di una persona, in silenzio, e quando questa finisce, perché prima o poi finisce, chiediamo: “Dimmi di più, voglio capire meglio.”
Quando la persona inizia a sentirsi ascoltata, e ancora più importante, capita, allora diventerà meno conflittuale.
Ad un certo punto lui/lei inizierà ad ascoltare noi e gli altri. Questo accadrà molti prima di quanto immaginiate.
In poche parole: non portiamoci appresso la mentalità : “io ti accuso per come sei fatto/a”, perchè ci toglie ogni speranza di migliorare le cose.
Invece agiamo consapevoli che abbiamo molte possibilità a cui non prestiamo attenzione.
Cosa volete aggiungere?
Let’s say that I am the one leading a team (or an organization) and I am dealing with the conflictual person.
I state that this person is conflictual by default.
How is this statement useful to me and to my work? How is it going to help me help him/her become less conflictual?
It does not help.
It is true that our education, experience, family, growth, maturity, are circumstances that do influence our tendency to be more or less conflictual.
Here, though, I am considering whether the statement helps us and others.
Truth be told, when we tell ourselves this story about a person, we are dangerously aiming to become totally powerless and helpless, as to how to improve anything.
We self-justify our lack of any ability to help things improve, making ourselves only the more unable to improve anything at all.
So, our relationship with the conflictual person will likely deteriorate and we will likely increase his/her tendency to be conflictual, as the very result of our judgment which will influence most of our interactions with him/her.
We will blame him/her in ways that do not open any window of opportunity for any improvement.
So … if we want to act effectively what do we do?
We listen.
We become curious, extremely curious as to what the person thinks, and feels.
We become very interested in understanding the ideas of this person.
Beware that I am saying that we do listen, which is different than we act as if we were … curious, interested etc. … very different.
We eventually will understand.
A practical exercise consists of listening, perfectly silent, to the person, even if he/she gets emotional and angry; when he/she finishes we can ask: “Tell me more, I would like to make sure that I am understanding … “.
This way dialogue starts.
When the person starts feeling heard, listened to, and most importantly understood, then he will become less conflictual.
At some point he will start listening to us and others. And this will happen sooner than you might expect.
In a few words: don’t live in a â€I blame you because of the way you are“ mindset, which makes you helpless and hopeless: this is giving up.
Instead act with awareness that much of the possibilities rest in your style and actions.
What do you say?

Italiano
English
Español
Português

{ 4 comments… read them below or add one }
Condivido l’affermazione che bisogna saper ascoltare. Però, deve essere un “ascolto attivo” (come lo definisci tu).
A me, “ascoltare in modo attivo” riesce poche volte. Soprattutto proprio quando sono di fronte ad una persona “difficile”, “conflittuale”, perchè non sono capace di trovare, in tempi rapidi, una tecnica che mi permetta di acquisire la sua fiducia e spinga quella persona a comunicarmi i suoi sentimenti e le sue opinioni.
Una considerazione utile è che la realtà non esiste. Ognuna delle persone che si confronta vede le cose, legittimamente, a suo modo.
La parte della storia che vediamo noi è sempre parziale.
Riproponiamoci di ampliare la nostra veduta e combinarla con quella dell’altro. Le due vedute non sono una migliore e una peggiore, sono solamente diverse.
Prova l’esercizio che propongo … quando ti trovi di fronte ad una persona conflittuale … e ci stai parlando, prova a restare in silenzio – in silenzio – non pensare a nient’altro che a quello che lui/lei sta dicendo. Diventa realmente curioso e ascolta … non importa la tua postura o altri aspetti superficiali … tu vuoi conoscere quel punto di vista. Alla fine quella persona terminerà di parlare … a quel punto digli/dille di dirti di più … perchè non hai capito qualcosa ecc.
Osserva quello che succede nella conversazione.
Grazie del tuo contributo.
http://traubman.igc.org/listenof.htm
I think you would like reading this, “The Art of Listening.”
Thanks Bruna.
I read it and liked it.