Cambiamento e credibilità

by Mario Gastaldi on March 3, 2007

Leggo Rick Maurer e colgo l’occasione per parlarvi di credibilità  quando si prendono iniziative di cambiamento nelle organizzazioni.

Il fatto: il Perù lancia una campagna contro l’abitudine cronica dei Peruviani di tardare a qualunque tipo di appuntamento.
Due anni fa ho trascorso 20 giorni in Perù … era una vacanza di trekking sulle Ande e non avevo fretta, per cui non ho sofferto in modo particolare … anzi. Vi assicuro però che anche a Lima questa abitudine è estremamente radicata.

Allora? … il governo Peruviano lancia una campagna. Molti sostengono che il ritardo cronico dei peruviani è un fardello. Impedisce la crescita del paese. C’èuna convergenza di opinioni su questo fatto.

Il governo organizza una conferenza stampa. Il comunicato che dovrebbe informare, in anticipo, i giornalisti che si terrà  la conferenza stampa, viene trasmesso ben oltre il termine della conferenza. “Scusate! Abbiamo fatto tardi a trasmettervi la nota sulla conferenza in cui parleremo di puntualità!”

Cosa ha tutto questo a che fare con il cambiamento? Il messaggio è stato trasmesso comunque. Importanti esponenti del governo Peruviano hanno detto la puntualità è molto importante“.
Ma cosa hanno fatto? Hanno comunicato in ritardo.

Cambiare le organizzazioni o i sistemi sociali richiede coerenza e costanza.
La coerenza rende credibili.

Se agiamo in modo diverso rispetto a ciò che diciamo non trasmettiamo un messaggio coerente.
Chi lo riceve resta confuso; o peggio comprende che forse la questione non è tanto importante e continua a comportarsi come sempre ha fatto.

Vi sembra semplice e chiaro, anche facile da attuare?

Questo tipo di incoerenza è un problema nella maggior parte dei tentativi di cambiamento.
Messaggi positivi, pieni di buon senso, ben compresi, vengono distrutti da atteggiamenti/comportamenti non coerenti.

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{ 1 comment… read it below or add one }

andrea bottazzi May 23, 2008 at 11:49 am

Questa del Perù è mondiale. La userò.
Certo è penoso sentire top manager affermare che la competenza dei dipendenti è il bene più importante e poi vederli tagliare le persone in modo indiscriminato; sia per i processi secondari (amministrazione,…) che di business senza verificare se competenze simili esistono sul mercato. L’efficientamento è doveroso ma tagliare le stelle alpine con la falciatrice per il giardino è un’altra cosa…

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