Persone difficili

by Mario Gastaldi on December 9, 2006

In che senso le persone sono “difficili”?

Si tratta di persone che non aiutano, frenano il lavoro, e impediscono di realizzare gli obiettivi aziendali/organizzativi.

Normalmente una persona “difficile” utilizza le componenti negative della sua personalità. Non desidera consapevolmente essere difficile. Le persone difficili, spesso, non si rendono conto di esserlo.
Non si rendono conto del loro impatto sugli altri, sulla loro crescita professionale e sull’organizzazione di cui fanno parte.

Ne incontriamo in grande numero. Vi sembra?

Prima di continuare con la lettura, rispondete al breve sondaggio….

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Bene andate pure avanti……

La buona notizia è questa: si può sviluppare adeguata consapevolezza nelle persone coinvolte, le persone “difficili” e le altre.
E realizzare di conseguenza un miglioramento dell’efficacia dei comportamenti.
Le tecniche e le modalità sono molto numerose.

Vi propongo ora alcuni segnali molto chiari di “difficoltà” nelle persone.
E infine alcuni suggerimenti per il superamento delle difficoltà.
Voglio anche dire, che il miglioramento dei comportamenti è il risultato di un lavoro specifico. I suggerimenti potranno dare degli spunti per utili riflessioni.

Bene ecco i segnali.

Loro sanno tutto, quindi non ti azzardare a metterle in discussione.

Molto diffuso nei ruoli tecnici. Lo notiamo spesso anche in molte professioni. Esempi: programmatori di software, ingegneri, responsabili amministrativi o addetti amministrativi.
Ad una vostra serena domanda potreste ottenere risposte simili a: “come ti PERMETTI di dubitare?” O “come fai a mettere in dubbio il mio parere?”

Oppure date un suggerimento, un contributo, magari appena originale e creativo! Ricevete in cambio una serie di scuse per cui l’idea non ha fondamento, non si deve fare così, ….lui è un esperto del campo…bla bla…

Alla fine, facilmente smetterete di averci a che fare.

Comportamenti come questo segnalano arroganza. L’arroganza è una difesa che sorge quando ci sentiamo vulnerabili ed insicuri. La persona ha paura di essere considerato incompetente e reagisce innalzando uno schermo di difesa contro ogni possibile “attacco”.
Questo tipo di difesa funziona per un periodo molto breve, ma tutti capiscono rapidamente che è falsa.
Alla fine questa persona perde stima e rispetto. Ciò che teme di più.

I risultati di un atteggiamento arrogante e difensivo:

  1. Le persone non vogliono averci a che fare;
  2. Le persone non hanno fiducia in ciò che dicono o nella loro competenza;
  3. L’organizzazione, alla fine, li emargina a causa del loro atteggiamento.
  4. Spesso vengono lasciati andare via.

Altro segnale.

Facciamo a modo mio e basta.

Diffuso tra i dirigenti e managers. Non importa cosa gli altri pensano. Questa persona imporrà la sua idea su tutti. Non può esserci discussione aperta e coinvolgimento. Le cose DEVONO andare come dice lui/lei o niente.

Esempio: in riunione qualcuno propone un suggerimento. La persona di cui parliamo metterà in chiaro che i suggerimenti non sono graditi.
Se qualcuno cerca di sostenere un’argomentazione, la nostra persona “difficile” cercherà di distruggere ogni tentativo di ragionare razionalmente sulla questione. Ciò può verificarsi in modo molto aspro, con importanti conseguenze.

Questi comportamenti sono la faccia negativa di un atteggiamento dominante: dittatorialità.
La faccia positiva dello stesso atteggiamento è la leadership, che può sviluppare comportamenti efficaci oltre che piacevoli.

Come per l’arroganza il comportamento dittatoriale emerge in modo particolare in situazioni di insicurezza e stress. Alcune volte l’attacco può arrivare senza preavviso, altre si può notare lo stress che cresce.

Alla fine queste persone perdono qualunque efficacia nel controllare gli eventi. Proprio ciò che temono di più.

I risultati di comportamenti “dittatoriali”

  1. Le persone li evitano o si rifiutano di averci a che fare;
  2. Le persone non saranno sincere, e non forniranno informazioni vitali utili per adottare le migliori decisioni;
  3. Le persone imparano a non dare credito alle opinioni di questi, e non ne rispettano pienamente le loro decisioni;
  4. Le persone eviteranno di implementare le loro idee e non riconosceranno la loro autorità (consapevolmente o non consapevolmente, inconsciamente)
  5. E’ probabile che verranno allontanati dall’organizzazione.

Alcuni suggerimenti.

Gestire comportamenti negativi negli altri:

  • quando una persona diventa molto difensiva, e quindi aggressiva lasciate perdere: è inutile affrontare qualunque questione;
  • rendetevi conto che la persona si sente molto insicura in quel momento;
  • non insistete perchè la situazione in quel momento può solo peggiorare;
  • un altro momento introducete la questione assicurando che la persona non si senta sotto attacco (che si senta sicura);
  • se sono sempre ultradifensivi, o costantemente in conflitto non competente, potete considerare di lasciarli andare via.

Coordinare persone con comportamenti “difficili”

  • Aiutate la persona a comprendere in che modo, e quanto, il suo comportamento sta danneggiano il suo sviluppo nel lavoro;
  • Definite obiettivi di miglioramento delle loro competenze nella gestione del conflitto, nella gestione della propria attività in gruppo con altri.
  • Monitorate i loro comportamenti per verificare il concreto miglioramento;
  • se non riscontrate il miglioramento in tempi ragionevoli lasciate andare la persona via dall’organizzazione;
  • valutate il supporto di un consulente o di una società di consulenza per lo svolgimento di queste attività.

Superare gli aspetti negativi in voi stessi

  • Imparate a riconoscere il vostro atteggiamento quando diventa divensivo; rendetevi conto che probabilmente non siete realmente vittime di un attacco;
  • quando vi rendete conto che state diventando difensivi, non reagite senza riflettere;
  • imparate ad ascoltare con competenza quando qualcuno fa una domanda o propone un suggerimento
  • Chiedete alle persone di riesprimere le loro domande, suggerimenti, commenti.
  • Provate a capire al meglio ciò che gli altri dicono ripetendo ciò che pensate di aver capito;
  • Eventualmente considerate di prendervi del tempo per rispondere. Magari riuscite a riflettere con maggiore calma;
  • Ricordate che le persone hanno buone idee che sono valide quanto le vostre;
  • Svolgete attività di training per Team Building;
  • Svolgete attività di training per Ascolto Attivo;
  • Trovate una persona con cui parlare di questi argomenti: un buon amico, un collega, un consulente.
  • Imparate a conoscere la vostra personalità e le vostre capacità e debolezze.

E voi che ne pensate?

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