Appreciative Inquiry: focus sul positivo … fino a che punto?

 

Questo post è uno degli stimoli di riflessione che proponiamo in vista delle esperienze di apprendimento su Appreciative Inquiry.

Appreciative Inquiry cresce come popolarità e diffusione come approccio efficace e rapido per facilitare il cambiamento organizzativo e sviluppare capacità nei gruppi e nelle organizzazioni.
Chi è entrato in contatto con l’approccio, o ne ha solo sentito parlare, avrà sentito che è un approccio con un forte “focus sul positivo”.

Ma fino a che punto dobbiamo essere concentrati sul positivo?

La concentrazione sul positivo ha senso nella misura in cui aiuta lo sviluppo di capacità generative negli individui, nei gruppi, e nelle organizzazioni. Le capacità generative sono quelle che conducono a ri-inventare soluzioni nuove, creative ed inattese e a sviluppare nuove opzioni di comportamento per il cambiamento ed il miglioramento organizzativo.

L’obiezione che spesso sento quando introduco Appreciative Inquiry è che non si può essere sempre positivi, e non possiamo scordarci dei problemi.

E’ un osservazione molto seria che io accolgo nella pratica. Vediamo in quali condizioni e in quali termini.

La concentrazione sul positivo produce sviluppo di capacità creative, di resilienza, e migliora le relazioni tra le persone come emerge nella ricerca di Barbara Fredrickson e Marcial Losada.
Allo stesso tempo una ricerca del positivo fine a se stessa non è garanzia di sviluppo della capacità generativa di cambiare in meglio di un individuo o di una organizzazione.

Durante le attività di apprendimento durante l’Appreciative Inquiry Week definiremo qual’è la giusta “misura del positivo”, ma possiamo accennare alcuni punti già oggi, per prepararci.

Marcial Losada, definisce una soglia oltre la quale il “positivo” diventa eccessivo; rende piatta ed anche inutile la conversazione.
Losada fece una ricerca in cui studiò la correlazione tra la performance dei gruppi nelle organizzazioni, e tre parametri: uno di questi è il quoziente positivo/negativo, (tralasciamo gli altri per oggi).

Losada ha definito un’area – (Losada Zone) – e ha concluso che nei gruppi più performanti, il rapporto tra osservazioni positive e osservazioni negative, nella conversazione organizzativa, è superiore a 2,9, ed inferiore a 11,6  Significa che le osservazioni positive devono essere superiori di tre volte rispetto a quelle negative perchè il gruppo sia e competitivo e realizzi risultati. Se le osservazioni positive superano di 11 volte quelle negative … bè è troppo.
Quando il positivo è eccessivo, il gruppo non crea sufficiente complessità; la qualità della conversazione resta semplice, lineare e non è generativa di nuove soluzioni.
E come anche l’esperienza ci suggerisce, è necessario affrontare le questioni “difficili” (problemi), parlarne, e trovare insieme soluzioni efficaci e sostenibili.
In questo senso il focus sul positivo costruisce, tra gli altri benefici, qualità delle relazioni ed un contesto che unisce nei successi e nelle realizzazioni, e rende molto più semplice affrontare ciò che deve funzionare meglio (“problemi”).

La lista dei benefici delle emozioni positive è molto lunga, e solo per citarne uno, le emozioni positive conducono a cambiamenti sostenibili, mentre le emozioni negative, come la paura, conducono a cambiamenti fragilissimi.

Gervase Bushe nel suo “Appreciative Inquiry is not just about the positive” approfondisce l’argomento in modo brillante, e mentre definisce una lunga serie di benefici per cui il focus sul positivo è molto utile in modo pratico, ci offre la sua ricetta per assicurare generatività in un percorso di Appreciative Inquiry, in tre punti:

  • domande generative,
  • conversazioni generative
  • azione generativa.

Ne parliamo durante le esperienze di apprendimento su AI, attività in cui andiamo oltre lo studio teorico e ci concentriamo particolarmente sulla pratica e sull’applicazione.

 

Riferimenti bibliografici:

“Appreciative Inquiry is not (just) about the positive” , Bushe G. – Oxford Leadership Journal, October 2010.

 “The role of positivity and connectivity in the performance of business teams: A nonlinear dynamics model”. Losada, M., & Heaphy, E. (2004). American Behavioral Scientist, 47

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Speak Your Mind

*


5 − five =