Questo post è uno degli stimoli di riflessione che proponiamo in vista della Appreciative Inquiry Week del prossimo 3-6 Luglio. Leggete i dettagli dell’edizione in Inglese o in Italiano per iscrivervi.

Appreciative Inquiry cresce come popolarità e diffusione come approccio efficace e rapido per facilitare il cambiamento organizzativo e sviluppare capacità nei gruppi e nelle organizzazioni.
Chi è entrato in contatto con l’approccio, o ne ha solo sentito parlare, avrà sentito che è un approccio con un forte ”focus sul positivo”.

Ma fino a che punto dobbiamo essere ciecamente concentrati sul positivo?

La concentrazione sul positivo ha senso nella misura in cui aiuta lo sviluppo di capacità generative negli individui, nei gruppi, e nelle organizzazioni. Le capacità generative sono quelle che conducono a ri-inventare soluzioni nuove, creative ed inattese e a sviluppare nuove opzioni di comportamento per il cambiamento ed il miglioramento organizzativo.

L’obiezione che spesso sento quando introduco Appreciative Inquiry è che non si può essere sempre positivi, e non possiamo scordarci dei problemi.

E’ un osservazione molto seria che io accolgo nella pratica. Vediamo in quali condizioni e in quali termini.

La concentrazione sul positivo produce sviluppo di capacità creative, di resilienza, e migliora le relazioni tra le persone come emerge nella ricerca di Barbara Fredrickson e Marcial Losada.
Allo stesso tempo una ricerca del positivo fine a se stessa non è garanzia di sviluppo della capacità generativa di cambiare in meglio di un individuo o di una organizzazione.

Durante le attività di apprendimento durante l’Appreciative Inquiry Week definiremo qual’è la giusta “misura del positivo”, ma possiamo accennare alcuni punti già oggi, per prepararci.

Marcial Losada, definisce una soglia oltre la quale il “positivo” diventa eccessivo; rende piatta ed anche inutile la conversazione.
Losada fece una ricerca in cui studiò la correlazione tra la performance dei gruppi nelle organizzazioni, e tre parametri: uno di questi è il quoziente positivo/negativo, (tralasciamo gli altri per oggi).

Losada ha definito un’area – (Losada Zone) – e ha concluso che nei gruppi più performanti, il rapporto tra osservazioni positive e osservazioni negative, nella conversazione organizzativa, è superiore a 2,9, ed inferiore a 11,6  Significa che le osservazioni positive devono essere superiori di tre volte rispetto a quelle negative perchè il gruppo sia e competitivo e realizzi risultati. Se le osservazioni positive superano di 11 volte quelle negative … bè è troppo.
Quando il positivo è eccessivo, il gruppo non crea sufficiente complessità; la qualità della conversazione resta semplice, lineare e non è generativa di nuove soluzioni.
E come anche l’esperienza ci suggerisce, è necessario affrontare le questioni “difficili” (problemi), parlarne, e trovare insieme soluzioni efficaci e sostenibili.
In questo senso il focus sul positivo costruisce, tra gli altri benefici, qualità delle relazioni ed un contesto che unisce nei successi e nelle realizzazioni, e rende molto più semplice affrontare ciò che deve funzionare meglio (“problemi”).

La lista dei benefici delle emozioni positive è molto lunga, e solo per citarne uno, le emozioni positive conducono a cambiamenti sostenibili, mentre le emozioni negative, come la paura, conducono a cambiamenti fragilissimi.

Gervase Bushe nel suo “Appreciative Inquiry is not just about the positive” approfondisce l’argomento in modo brillante, e mentre definisce una lunga serie di benefici per cui il focus sul positivo è molto utile in modo pratico, ci offre la sua ricetta per assicurare generatività in un percorso di Appreciative Inquiry, in tre punti:

  • domande generative,
  • conversazioni generative
  • azione generativa.

Ne parleremo nei prossimi giorni, e naturalmente tratteremo tutto questo durante la Appreciative Inquiry Week, un’esperienza di crescita in cui andremo molto oltre lo studio teorico e ci concentremo particolarmente sulla pratica e sull’applicazione.

 

Riferimenti bibliografici:

“Appreciative Inquiry is not (just) about the positive” , Bushe G. – Oxford Leadership Journal, October 2010.

 ”The role of positivity and connectivity in the performance of business teams: A nonlinear dynamics model”. Losada, M., & Heaphy, E. (2004). American Behavioral Scientist, 47

 

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Iniziamo con i nostri punti di forza …

by Mario Gastaldi on May 7, 2012

 

Sono davvero contento che stia finalmente accadendo; dopo molto tempo ci siamo.

Arriva in Italia, per la prima volta, Appreciative Inquiry, il famoso approccio per il cambiamento e la motivazione organizzativa, nato negli anni ’80 e ormai diffuso in tutti i paesi del mondo.

A Milano dal 3 al 6 Luglio, la Appreciative Inquiry Week, due esperienze di apprendimento consecutive, due immersioni di due giorni, (in Inglese ed in Italiano), vi regaleranno possibilità sorprendenti di reinventare in positivo la vostra organizzazione, ad iniziare da voi stessi.

Dalla psicologia positiva, al costruzionismo sociale, alla Appreciative Leadership, vi offriamo un’esperienza profonda, e vi consegnamo un toolkit, con cui arricchire voi stessi e la vostra organizzazione con un bagaglio completamente nuovo.

Scoprirete come:

  • utilizzare i punti di forza degli individui, e dell’organizzazione, per migliorare la performance organizzativa;
  • incrementare il quoziente di positività in direzione del valore magico, sviluppando creatività e collaborazione;
  • migliorare l’Engagement dei collaboratori e il loro desiderio di regalare passione, creatività ed iniziativa attraverso ciò che loro chiedono di più.
  • ridisegnare i processi HR in un approccio “positivo”
  • incrementare l’intelligenza collettiva e il capitale sociale della vostra organizzazione.

… e molto altro ancora.

Nelle prossime settimane diffonderemo contenuti e spunti ispirati da Appreciative Inquiry per aiutarvi a preparare al meglio la vostra partecipazione alla AI Week del 3-6 Luglio.

Intanto leggete maggiori dettagli, scaricate la Brochure AI Week in English (9) o la Brochure AI Week in Italiano (20) e visitate le due pagine dell’Evento in Italiano o in Inglese dove potete già iscrivervi prima della scadenza Early Bird.

Ai prossimi giorni!

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Ritorna il Social Business Forum

by Mario Gastaldi on May 6, 2012

In che modo le organizzazioni diventano più competitive grazie alle tecnologie social? In che modo favoriscono la motivazione dei dipendenti e dei clienti e aprono opportunità di innovazione non immaginate in passato?

Possiamo scoprirlo a Milano, il 4 e 5 Giugno. Torna il Social Business Forum, una delle manifestazioni internazionali più importanti a in tema di Social Business, e abbiamo la fortuna di averla proprio a Milano.

Ci sarò anche io e presenterò su “Organizational Conversation at the heart of competitiveness. How to design on-line and off-line experiences that enable co-creation”. (Conversazione Organizzativa al cuore della competitività. Come progettare esperienze on-line e dal vivo che abilitano la co-creazione.).
Proporrò un modello per attivare la conversazione organizzativa e condurla ad un livello che amplifica la performance dei gruppi.

Anticipo qualche idea in questa recente presentazione. Durante la presentazione descriverò in dettaglio il modello che propongo.

Il panorama generale degli speaker è davvero molto interessante.
Tra gli altri, vi segnalo Steve Denning che conobbi molti anni fa quando scrisse Leadership and Storytelling. Oggi promuove il concetto di Radical Management con cui ispira i leader in tutto il mondo a riprogettare le organizzazioni del XXI secolo.
John Hagel è un altro dei partecipanti da non perdere. Ha scritto The Power of Pull e offre pensiero strategico nell’area in cui organizzazione e tecnologie si intrecciano.

Arricchiscono il programma numerosi manager e leaders aziendali che racconteranno le loro esperienze.
Vedete il programma: come vedete una parte dell’evento e delle sessioni sono ad accesso libero.

Insomma una grande opportunità di incontro e apprendimento.
Vediamoci la!

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Appreciative Inquiry in Italia

by Mario Gastaldi on April 4, 2012

Vi ho spesso parlato di Appreciative Inquiry e approcci al cambiamento “Strength Based”.
Nelle prossime settimane e mesi lanceremo una serie di iniziative per diffondere Appreciative Inquiry in Italia.
Tra queste vi segnalo subito due iniziative.

Il 21-26 Maggio, Mette Jacobsgaard e Laura Doriguzzi Bozzo condurranno “Appreciative Inquiry for Organizations and community transformation”.
Un corso base su Appreciative Inquiry adatto ai professionisti delle risorse umane, facilitatori e manager di ogni tipo di organizzazione.

Anche io mi unirò a Mette e Laura il giorno 24 Maggio. Presenterò ai partecipanti alcuni casi di miglioramento organizzativo tratti dalla mia esperienza diretta.

Scaricate pure la brochure del corso qui.

Per partecipare a questo corso è necessario essere fluenti nella lingua Inglese, e sono disponibili ancora alcuni posti.

Nella prima settimana di Luglio presenteremo con il mio gruppo di lavoro una doppia edizione per l’Italia del Appreciative Inquiry: Master Class for Line Managers and HR Professionals.
I primi due giorni condurremo l’esperienza di apprendimento in lingua inglese. Il terzo e quarto giorno condurremo una seconda edizione con le attività in lingua Italiana, e questa è davvero una prima volta.
Nei prossimi giorni vi offriremo maggiori dettagli su questa importante opportunità.

A presto.

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