La tipica direzione HR vede il talento come un fenomeno individuale che nella fase di selezione esiste o non esiste. Successivamente può essere migliorato con interventi formativi.
In azienda, il talento del singolo ha importanza prevalente in casi limitati (per esempio venditori che lavorano da soli nei loro mercati). Pensate ad una squadra di tennis: i giocatori vanno in campo da soli.
Nei contesti organizzativi normalmente i giocatori vanno in campo insieme (pensate ad una squadra di basket). Contano molto la collaborazione, e la comunicazione, l’intreccio di attività, azioni, pensieri, relazioni ed emozioni.
La performance organizzativa non scaturisce dalla semplice somma di talenti, ma si moltiplica grazie alla sinergia tra i talenti.
Così preferisco parlare di talento organizzativo (o talento collettivo) mettendo in rilievo la dimensione sociale del fenomeno.
La maggior parte delle direzioni HR si concentra sul classico processo di definizione delle competenze necessarie, ricerca, selezione, ed inserimento del singolo.
In questo processo il focus e le energie sono indirizzate alla ricerca del talento; l’essere talentuoso è un dato assoluto che prescinde dall’ambiente in cui il talento si inserisce.
Le direzioni HR, per migliorare i talenti che faticosamente hanno cercato e trovato, lavorano con attività di formazione che mirano a sviluppare le capacità del singolo.
Ovviamente sviluppare le capacità dei singoli è una cosa molto positiva. Ma non basta.
Anzi gli sforzi per cercare, trovare e sviluppare dei grandi singoli possono essere azzerati dall’incuria in cui viene lasciato il sistema organizzativo nel suo insieme.
In concreto e per semplificare:
- Il talento è inserito in un ambiente organizzativo vitale e coinvolgente, e fiorisce insieme all’organizzazione.
- Il talento è inserito in un ambiente organizzativo deprimente. Il talento si spegne, e/o cerca altre organizzazioni. Se è svelto ci riesce e va via.
- Una media persona è inserita in un ambiente sociale e organizzativo vitale. La media persona si espande e fiorisce. Può diventare un talento. L’organizzazione aiuta lo sviluppo ed il benessere delle sue persone e realizza risultati.
- Una media persona è inserita in un ambiente deprimente. Non commento questo scenario.
In conclusione ci sono due fattori che influiscono sulla performance organizzativa:
- i talenti come singoli, e
- il talento organizzativo nella sua dimensione complessiva e sistemica.
Il secondo fattore è trascurato troppo spesso. Trascurare il “talento organizzativo” vanifica tutti gli sforzi fatti per cercare, attrarre e sviluppare i talenti (singoli).
Come mai, così spesso, nelle nostre organizzazioni si sprecano i talenti individuali perché non si cura il talento organizzativo?